Si stacca lintonaco da un edificio del Cinquecento. E torna lallarme patrimonio Area transennata e chiusa al traffico Allinterno della chiesa il Mosè di Michelangelo Tre pezzi di intonaco, grandi ciascuno come un pugno, si sono staccati, ieri mattina, dal palazzetto del Cardinale attiguo alla basilica di San Pietro in Vincoli che custodisce il Mosè di Michelangelo. Una grossa crepa si è aperta sulla facciata del complesso che ospita la congregazione dei Canonici Lateranensi, tanto da far cedere lincrostatura che riveste ledificio del Cinquecento. Immediato lintervento dei vigili del fuoco e della polizia municipale che hanno transennato e chiuso al traffico larea tra piazza di San Pietro in Vincoli, via delle Sette Sale e via della Polveriera. «Il primo ad accorgersi del crollo è stato il sagrestano - racconta don Giuseppe, uno dei sacerdoti della Basilica - Subito abbiamo avvertito la Soprintendenza, ma credo che certi cedimenti siano naturali». Il complesso ricade tra i beni del Fec, il Fondo edifici di culto e del Demanio dello Stato. «Un problema fisiologico per un palazzo così antico, dettato dagli sbalzi del clima - assicura la direttrice regionale del Lazio, Federica Galloni - Il passaggio tra il caldo e il freddo crea nella muratura dei fenomeni di essiccamento che fanno sgretolare le malte». Aggiunge Maria Costanza Pierdominici, soprintendente ai Beni architettonici: «Faremo una relazione e decideremo come intervenire per la manutenzione». Già nel pomeriggio di ieri è stato effettuato un sopralluogo dallarchitetto Raffaele Maria Viola della Sovrintendenza ai beni architettonici dello Stato: «Per fortuna, non è successo nulla di grave. E visto che è un luogo di transito per i turisti, nei prossimi giorni rimuoveremo anche gli altri frammenti in bilico». I tecnici assicurano anche che non cè nulla da temere per la struttura delledificio «che in realtà non è mai stato bene», ma lepisodio di ieri mattina è dovuto ad una mensola in ferro inserita nel muro prima dellUnità dItalia. Il palazzetto, infatti, ha avuto sempre problemi da quando è iniziata la costruzione allepoca dal cardinale Giuliano Della Rovere, ovvero tra la fine del Quattrocento e primi del Cinquecento. Quando poi ascese al pontificato i lavori non furono terminati come si deve: questo edificio fu poi colpito duramente dal terremoto del 1703 a Roma. Il danno a questo edificio non manca di accendere la polemica. «Dopo il Colosseo tocca a San Pietro in Vincoli, guardacaso si trovano a trecento metri luno dallaltra, nellarea più inquinata del centro storico, dove la salute nostra e dei monumenti è più a rischio», afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. «Un altro danno, lennesimo oltraggio allarte e alla storia, che denuncia linadeguatezza degli strumenti per la tutela e la valorizzazione del nostro incomparabile patrimonio», aggiunge Giuseppe Lobefaro, consigliere provinciale del Pd.
ROMA - San Pietro in Vincoli, cadono pietre
Ieri mattina, tre pezzi di intonaco si sono staccati dal palazzetto del Cardinale, attiguo alla basilica di San Pietro in Vincoli, che custodisce il Mosè di Michelangelo. La grossa crepa si è aperta sulla facciata del complesso, facendo cedere lincrostatura che riveste ledificio del Cinquecento. I vigili del fuoco e la polizia municipale hanno transennato e chiuso al traffico larea tra piazza di San Pietro in Vincoli, via delle Sette Sale e via della Polveriera. La Soprintendenza ha avvertito immediatamente, ma il sagrestano afferma che i cedimenti sono naturali. Il complesso ricade tra i beni del Fec e del Demanio dello Stato.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo