Post Malagrotta Nuovo no di Alemanno al sito caldeggiato dal prefetto-commissario. Rischio sanzioni Ue Il braccio di ferro sul sito che dovrà ospitare la nuova discarica post Malagrotta e i contrasti tra enti locali e ministero dell' Ambiente sui contenuti del «Patto per Roma» rischiano di trasformare l' emergenza rifiuti in un incubo e le strade di Roma in una pattumiera a cielo aperto. Il perché è presto detto: anche ieri il sindaco Gianni Alemanno ha detto «no» alla realizzazione di una discarica a Corcolle. L' opinione è largamente condivisa dai ministri dell' Ambiente, Corrado Clini, e dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, oltre che dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. Per il prefetto Giuseppe Pecoraro, che è anche commissario di governo, invece, l' unico modo per evitare i rifiuti ammassati all' ombra del Colosseo è fare la discarica a Corcolle. La pensa così anche Renata Polverini, presidente della Regione Lazio. Ogni decisione, a questo punto, è nelle mani di Pecoraro, mentre da Bruxelles l' Unione europea aspetta di vedere come si risolverà la situazione: rimane alto il rischio di pesantissime sanzioni dall' Ue se nel Lazio si dovesse continuare a gettare immondizia non trattata in discarica, come si è fatto dal 2003 a Malagrotta violando una direttiva europea recepita dall' Italia. Comunque per fare la nuova discarica (tra bando di gara per il progetto definitivo, valutazione di impatto ambientale dal parte della Regione e realizzazione del sito) servono minimo 6-7 mesi: questo vuole dire che siamo già fuori tempo massimo. A Malagrotta, infatti, secondo alcune ottimistiche previsioni, ci sarebbero spazi residui fino a ottobre-novembre per ammassare gli scarti dei romani (quattro mila tonnellate al giorno). Per qualche mese quindi i rifiuti potrebbero finire bruciati nei termovalorizzatori del nord Italia oppure all' estero. In questo caso, però, i costi dell' operazione si impennerebbero, con inevitabile ricaduta sulla tariffa comunale (la Ta.Ri.). Ma chi avrà il coraggio di chiedere nuovi sacrifici ai romani a un anno dalle elezioni comunali? Un altro capitolo dolente riguarda la raccolta differenziata: il ministro Clini nel «Patto per Roma» vorrebbe fissare l' obiettivo del 65 entro il 2014. Per il Campidoglio, invece, questa è una previsione insostenibile: dal Comune è stato chiesto a Clini di definire prospettive meno ambiziose. «Ma a Salerno in un anno si è arrivati da 7 al 50 di differenziata», fanno notare dal ministero dell' Ambiente. Ma per fare davvero la raccolta differenziata nella Capitale servono ingenti risorse e un programma adeguato. Che al momento non ci sono.
Rifiuti, incubo Napoli per Roma. Braccio di ferro su Corcolle. Differenziata, obiettivi impossibili
Il sito di Corcolle è stato proposto come luogo per la nuova discarica post Malagrotta, ma il sindaco Gianni Alemanno e i ministri dell' Ambiente e dei Beni culturali hanno espresso opposizione. Il prefetto Giuseppe Pecoraro sostiene che la discarica è necessaria per evitare i rifiuti ammassati all' ombra del Colosseo. L' Unione europea rischia di imporre sanzioni se il Lazio non risolve la situazione. La realizzazione della discarica richiede almeno 6-7 mesi, il che significa che i rifiuti potrebbero essere bruciati nei termovalorizzatori del nord Italia o all' estero.
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