Nuova proprietà, progetti di restauro e apertura al pubblico annunciati in un convegno Forse è la volta buona e a Cusago, dal sindaco Daniela Palazzoli in giù, tutti incrociano le dita. Il meraviglioso castello visconteo, vero gioiello rinascimentale del piccolo comune ad ovest di Milano, verrà salvato dal rovinoso stato di abbandono in cui versa da tempo immemore grazie allarrivo di un nuovo proprietario. Lannuncio del passaggio di consegne è arrivato a sorpresa ieri, durante il convegno che proprio al castello di Cusago presentava alcune iniziative per valorizzare le tante regge nobili che puntellano il territorio (perlopiù lombardo) dellantico ducato di Milano. E che cercava ovviamente di attirare lattenzione di investitori pubblici e privati in grado di accollarsi gli oneri di una ristrutturazione imponente e costosa, missione disperata in tempi di crisi. Ma le trattative si sono chiuse prima. Il castello (a breve il rogito) passa nelle mani della Finscott, fondo di investimenti di Vincenzo Scotti che promette, sperando di coinvolgere altri soci, «di dare vita a unoperazione da circa 15-20 milioni di euro». A Cusago, Scotti ha già acquistato due anni fa la "palazzetta", cascina satellite alle spalle del castello, altro rudere visconteo. Aspetta a breve il permesso della sovrintendenza per avviarne la ristrutturazione e poter così sfruttare per la costruzione e la vendita immobiliare i 3000 metri quadri di terreno che circondano la palazzetta. Per chiarire invece quale destino avrà il castello chiede tre mesi di tempo. «Lidea è avere pronto un masterplan per settembre, stiamo ancora cercando di mettere insieme una squadra allaltezza del compito, il sogno è arrivare chiudere i lavori entro il 2015 e lExpo». Per ora si parla di un centro polifunzionale dedicato al Made in Italy, forse di unaccademia del gusto secondo le indicazioni del gruppo di studio condotto da Ado Franchini del Politecnico di Milano, presentato sempre ieri. Quando anche il presidente della provincia Guido Podestà ha voluto lanciare una sua idea, quella di «trasferire al castello la sede del Parco Agricolo Sud». Una garanzia di fronte al pericolo di sfruttamenti poco ortodossi del castello viene dalla presenza di Anna Gastel, arrivata a presentare gli ultimi esempi di recupero seguiti da presidente lombardo del Fai. Lunica vera certezza è che il bellissimo Castello di Cusago, che proprio il Fai annovera tra i "luoghi del cuore", stava cadendo a pezzi. Costruito nella seconda metà del '300 da Barnabò Visconti, amatissimo dal "pingue" Filippo Maria che, troppo grosso per un cavallo, fece scavare apposta un "naviglietto" per arrivarci in barca da Milano, la forma attuale arrivò con Ludovico il Moro. Luca Beltrami a fine '800 per rifare la torre del Castello Sforzesco si ispirò a quella del piccolo "gemello" di Cusago. Nel 1525 il passò ai Casati Stampa e cominciò il lento declino. Cascina, fienile, rifugio nel dopoguerra, fu ceduto a Silvio Berlusconi dai Casati Stampa insieme alla villa di Arcore. Nel 2003 toccò a una cordata di imprenditori locali cercare di arrestarne la decadenza. Trovarono un gruppo di possibili acquirenti che però venne spazzato via da uninchiesta sulla infiltrazioni della 'ndrangheta nel Parco Sud.