Comune contro Federcalcio. Con gli uffici dellurbanistica che spediscono i vigili sul cantiere della nuova "struttura polivalente" in costruzione nel centro tecnico di Coverciano e poi avviano un procedimento sanzionatorio a carico della Figc per presunto abuso edilizio, sospettando che i lavori siano partiti prima che i permessi fossero rilasciati. La Federazione italiana giuoco calcio che si difende, tranquilla: «E tutto regolare». E un "giallo" che si accende proprio alla vigilia degli Europei: gli azzurri di Prandelli saranno a Coverciano da lunedì prossimo per cominciare ufficialmente il ritiro in vista dei campionati di Polonia e Ucraina. Proprio nella nuova palestra - un edificio ad un piano, in gran parte prefabbricata, copertura in rame, allinterno attrezzi per lallenamento e area relax, ben visibile da viale Verga - Cassano e compagni dovrebbero tenere parte della preparazione atletica in vista delle gare di giugno. Ma è già bagarre. I fatti. LUrbanistica di Palazzo Vecchio, in seguito alla segnalazione di un cittadino, spedisce i vigili del nucleo edilizia a controllare il cantiere del nuovo centro polivalente in costruzione allinterno del centro tecnico federale di Coverciano. Gli agenti della municipale rincasano con la convinzione che qualcosa non torni: il permesso a costruire è stato rilasciato dal Comune stesso alla Federcalcio srl, titolare dellopera, lo scorso 2 maggio, mentre la comunicazione dinizio lavori è stata depositata in Comune il 7 maggio. Il 14 maggio, quando i vigili si recano sul posto, i lavori sono ormai alle ultime battute. Comè stato possibile completare una struttura non certo minuscola in così pochi giorni? Lavori sprint o "falsa" partenza? Il sospetto è che i lavori possano essere partiti ben prima del 7 maggio, come raccontano del resto gli abitanti della zona, alcuni dei quali si sono anche rivolti al Comune per contestare limpatto della struttura. Lindizio dei vigili finisce dritto sui tavoli degli uffici dellUrbanistica diretti da Domenico Palladino. Che esaminano la faccenda e decidono di investire del caso direttamente il numero uno della Federcalcio Giancarlo Abete. Niente guanti bianchi: si tratta di unopera di utilità pubblica ma non per questo si possono chiudere gli occhi di fronte alle irregolarità, è il ragionamento che si fa negli uffici di via Andrea del Castagno. E così dallUrbanistica parte il cosiddetto «avvio di procedimento per abuso edilizio» a carico della Figc. Una lettera, spedita ieri, in cui si contesta al presidente Abete che «la realizzazione in corso», frutto «del permesso a costruire numero 60 del 2 maggio 2012», possa essere cominciata «precedentemente alla data della comunicazione dinizio lavori depositata il 7 maggio 2012». Per questo - prosegue la comunicazione - «ai sensi della legge regionale 1 del 2005 e del dpr 380 del 2001» si apre un procedimento sanzionatorio a carico della Federcalcio srl. Una procedura che potrebbe costringere la federazione - se entro 30 giorni non fornirà al Comune una memoria difensiva in grado di chiarire la sua posizione e garantire la legittimità dei lavori in corso - a pagare una sanzione pari al costo degli oneri di urbanizzazione che avrebbe dovuto sborsare per la palestra. Essendo la nuova costruzione in una zona classificata come "F" sul piano regolatore, cioè funzione pubblica, la Federcalcio non ha infatti per ora pagato nessun onere al Comune. Se avesse sgarrato dovrebbe farlo. La cifra ancora non è stata stabilita. Gabriele Gravina, consigliere federale, che per conto della Figc si è occupato della vicenda, difende la legittimità del cantiere e parla di «falso problema»: «Siamo assolutamente in regola, i permessi erano precedenti, non sono certo di maggio ma di mesi prima», spiega luomo di Abete. «Addirittura lautorizzazione paesaggistica della Soprintendenza risale a prima ancora. Se il Comune ci farà dei rilievi li chiariremo senza problemi», aggiunge. Con lUrbanistica si annuncia un braccio di ferro.