Una tangente mascherata dal pagamento di un prezioso incunabolo. E lipotesi su cui stanno lavorando i pm fiorentini Giuseppina Mione e Luca Turco e i carabinieri del Ros. Destinatario della tangente, secondo le ipotesi di accusa, il senatore Pdl Marcello DellUtri, che nella primavera del 2009 ha ricevuto sul suo conto presso il Credito Cooperativo Fiorentino di Campi Bisenzio (la banca guidata fino al luglio 2010 dallonorevole Denis Verdini) la somma complessiva di 400 mila euro dallantiquario Marino Massimo De Caro per il pagamento di un prezioso documento antico. Almeno questa la causale. I carabinieri del Ros hanno scoperto però che la somma arrivava da un conto cipriota della Avelar Energia (parchi eolici e solari), società del gruppo Renova degli oligarchi russi Victor Vekselberg e Igor Akhmerov, che operano in Italia nel settore delle risorse energetiche. In particolare la Avelar, di cui Marino Massimo De Caro è stato vicepresidente dal 2007 al 2010, era interessata alla realizzazione di un impianto fotovoltaico a Gela, affare mai andato in porto in cui era entrata anche la Pramac Swiss, controllata dal gruppo Pramac di Casole dElsa guidato da Paolo Campinoti, sponsor di Valentino Rossi. La Pramac è un gruppo quotato in borsa, attivo nel settore delle energie alternative e in particolare del fotovoltaico. Paolo Campinoti (che non è indagato) è entrato proprio laltro ieri nella giunta di Confindustria Toscana. Secondo le ipotesi di accusa, il senatore DellUtri, sfruttando il suo ruolo istituzionale, avrebbe favorito, con la collaborazione di De Caro, gli interessi dei due imprenditori russi, ricevendo in cambio sostanziosi compensi. Peraltro De Caro, la Avelar e Vekselberg (indicato come lundicesimo uomo più ricco della Russia) e DellUtri erano comparsi anche in uninchiesta della procura di Reggio Calabria sul clan Piromalli e sul faccendiere Aldo Miccichè, in relazione allacquisto di greggio venezuelano da vendere a Gazprom. Il senatore DellUtri era già indagato nellinchiesta sul Credito Cooperativo Fiorentino per appropriazione indebita aggravata per aver ricevuto dalla banca affidamenti senza adeguate garanzie per oltre tre milioni di euro. Gli accertamenti sul conto hanno poi convinto i magistrati fiorentini a formulare una nuova e più grave ipotesi di accusa: corruzione. Ieri i carabinieri del Ros hanno perquisito a Verona casa e ufficio di Marino Massimo De Caro, il supposto corruttore. Che è indubbiamente un personaggio multiforme. Trentanove anni, nato a Bari e residente a Verona, bibliofilo, console onorario della Repubblica democratica del Congo, già vicepresidente della Avelar dal 2007 al 2010, risulta anche socio di Marco Jacopo DellUtri, figlio del senatore, nella Mitra Energy Consulting. Ai giornalisti Ferruccio Sansa e Claudio Gatti, che ne hanno ampiamente citato le gesta del loro libro Il Sottobosco (Charelettere) ha dichiarato di essersi laureato in scienze economiche e giurisprudenza allUniversità di Siena e di essere legato a Massimo DAlema. Recentemente è assurto agli onori della cronaca quale direttore della biblioteca napoletana dei Girolamini, che conserva le opere di Giovan Battista Vico, che risulta ridotta in uno stato pietoso e dalla quale sono scomparsi circa 1500 preziosi volumi. Tomaso Montanari sul fatto e Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera hanno denunciato lincredibile nomina di De Caro quale collaboratore del Ministero dei Beni culturali da parte del ministro Giancarlo Galan, poi confermata dal suo successore Lorenzo Ornaghi. Nomina vivamente contestata da un gran numero di studiosi e di intellettuali.
TOSCANA - Una tangente mascherata dal pagamento di un prezioso incunabolo.
I carabinieri del Ros stanno indagando su una tangente di 400 mila euro ricevuta dal senatore Pdl Marcello DellUtri. La somma arrivava da un conto cipriota della Avelar Energia, società del gruppo Renova degli oligarchi russi Victor Vekselberg e Igor Akhmerov. La Avelar era interessata alla realizzazione di un impianto fotovoltaico a Gela, affare mai andato in porto. Il senatore DellUtri avrebbe favorito gli interessi dei due imprenditori russi, ricevendo in cambio sostanziosi compensi. De Caro, la Avelar e Vekselberg erano comparsi in uninchiesta sulla mafia calabrese. Il senatore DellUtri era già indagato per appropriazione indebita aggravata.
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