AFFARI CULTURA Conclusa soltanto nella serata di ieri la trattativa per una somma di 28,9 milioni di euro. Ora servono partners privati La Rat ha ceduto l'intero pacchetto azionario - Salvo il posto dei 14 dipendenti già a uno sconto di 600inila euro Mestre Palazzo Grassi non è più della Fiat. Da ieri sera, momento della firma del preliminare con il Casinò di Venezia, la sede espositiva sul Canai Grande è diventata veneziana al 100. Fiat non si terrà nemmeno il 10 che si ipotizzava fino all'altro ieri. L'accordo prevede che il Casinò paghi 28,9 milioni d'euro per tutte le quote della società; ha ottenuto uno sconto di 600 mila euro rispetto al prezzo originario, perché in questo modo sarà garantita l'occupazione dei 14 dipendenti che fino all'altro ieri temevano per il proprio posto di lavoro. Ora comincia la fase operativa vera e propria per garantire la continuità espositiva - ha detto ieri l'assessore alla Cultura Armando Peres, - e per organizzare una mostra ci vogliono mesi di lavoro. Il direttore generale del Casinò, Armando Favaretto, ha detto chiaro in conferenza stampa che la casa da gioco ha acquistato la sede espositiva per conto del Comune, questo è vero, ma al momento il Casinò è proprietario al 100 di Palazzo Grassi e ha tutte le intenzioni di seguirlo attivamente. Due soci si sono già impegnati ad entrare nella compagine prorietaria, per quote minori che andranno dall'8 al 20, ma adesso il Casinò di Venezia dovrà trovare soci importanti per poter pagare i quasi 30 milioni d'euro e non rischiare di far morire la casa da gioco i cui incassi sono fondamentali per il Bilancio comunale. Per questo - ha ribadito Favaretto - è assolutamente indispensabile che il Comune approvi al più presto la nuova convenzione.