«Uniamo le nostre forze e salviamo il Maxxi. Salviamo l'unico museo nazionale di arte e architettura che ha il nostro Paese. Investiamo sulla cultura e su un polo che ha tutte le carte per essere un'eccellenza per la promozione del nostro patrimonio stimolando la ricerca sui temi del contemporaneo». È Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti a lanciare l'appello perché politica, associazioni di categoria e imprenditori si facciano avanti per collaborare concretamente al sostegno del polo culturale inaugurato solo due anni fa, dopo dieci anni di gestazione, costato 150 milioni e frutto di un maxiconcorso vinto da una delle più note star dell'architettura mondiale, Zaha Hadid. Il Museo Maxxi di Roma non è solo un landmark già premiato a scala internazionale, ma un polo attrattivo che ha saputo rigenerare il tessuto urbano di una zona della capitale votata alla cultura. Museo che - a causa delle difficoltà economiche dovute ai tagli pubblici e alla crisi che frena eventuali sponsorizzazioni private- è stato commissariato nei giorni scorsi dal Ministero dei Beni Culturali. Il 9 maggio, subito dopo la comunicazione delle dimissioni di Pio Baldi e del Cda della Fondazione Maxxi, il ministero guidato da Lorenzo Orna-ghi ha nominato Antonia Pasqua Recchia, segretario generale del ministero, commissario straordinario della Fondazione. Il commissariamento era stato avviato un mese fa a fronte del fatto che «il bilancio 2011 aveva registrato un forte disavanzo che rischiava di aumentare sensibilmente nel 2012». Non è servita la replica della Fondazione secondo la quale «era sbagliato confondere deficit (11 milioni) con fabbisogno futuro» e il Ministro ha affidato al direttore della Direzione (Pabaaac) il compito di garantire il proseguimento delle attività. Resta il nodo fondamentale, che è quello di un disimpegno economico-fmanziario dello Stato nella sua "creatura". Freyrie rilancia per evitare che il Museo fruisca in un vicolo cieco, affidato a sostenitori privati senza un adeguato sostegno pubblico alla gestione. «In questo momento non possiamo chiedere un impegno ai nostri iscritti ma ci impegniamo come Consiglio Nazionale a versare ogni anno un contributo simbolico di diecimila euro con l'intento di richiamare l'attenzione di quanti potranno fare la propria parte perché questo tempio dell'architettura contemporanea non resti senza vita». A margine del D Day delle costruzioni promosso dall'Ance, in una giornata dedicata a recuperare i crediti delle imprese del settore edilizio verso la pubblica amministrazione, Freyrie ha lanciato il suo appello al Governo perché questa istituzione non venga dimenticata. Gli architetti si impegnano a difendere un simbolo del contemporaneo in Italia, richiamando anche lo spirito del Manifesto per la cultura del Sole 24 Ore lanciato a febbraio 2012 sulle pagine de nostro giornale. «È inaccettabile che non si riesca a mantenere una struttura come questa. Il Governo si deve prendere in carico questa istituzione culturale nazionale - dice Freyrie -. I musei costano e non si può prescindere dalla necessità di una collaborazione con i sostenitori privati. Firmiamo per primi un appello per salvare il Maxxi ma ci auguriamo di poter richiamare l'attenzione del mondo delle associazioni dell'edilizia, dellegrandi aziende italiane , di committenti illuminati interessati a finanziare il mantenimento e la gestione di un contenitore culturale d'eccellenza». Non si tratta di un semplice museo. Il Cna mette a disposizione una somma simbolica «con l'auspicio che il Maxxi si affermi come contenitore di mostre e iniziative capaci di offrire scenari di sviluppo, promuova sinergie internazionali e apra le porte ai giovani».