È maturo il tempo che la conferenza dei capigruppo affronti la questione delle periferie con una seduta monotematica del consiglio comunale, in cui la giunta faccia pubblicamente conoscere quale programma abbia in mente di realizzare per conseguire lo sviluppo delle aree più depresse e abbandonate della città. Continuare, diversamente, a declinare a ogni occasione utile la "discontinuità" con le precedenti amministrazioni diviene altrimenti un esercizio di stile fine a sé stesso, foriero di ulteriori e ben più gravi conseguenze. Daltra parte, i contrasti allinterno del governo cittadino sulle modalità di intendere il rapporto tra soggetti pubblici e privati, e il dibattito a mezzo stampa che ne è seguito tra gli esponenti del governo cittadino, prima ancora che fosse effettuata una riflessione al proprio interno, indeboliscono lAmministrazione e ritardano il passaggio a una fase di efficace programmazione del sistema urbano e metropolitano che sia autenticamente di respiro europeo e in grado di rendere la città più vivibile, appetibile agli investitori e competitiva con i principali scali del Mediterraneo. Napoli è metropoli complessa, con straordinarie differenze tra i diversi quartieri, che però non consentono di esaltare le peculiari caratteristiche di ciascuno di essi, come avviene in altre realtà europee, bensì ne evidenziano le profonde fratture sociali, culturali ed economiche. La questione urbana costituisce oggi, nuovamente, uno dei principali terreni di approccio di concreti programmi di coesione territoriale: tema tornato oggi di grande attualità, da un lato perché la crisi economica rende indispensabile ladozione di politiche sociali che siano in grado di accompagnare il profondo cambiamento della società attraverso ladozione di misure di sostegno alle famiglie e ai soggetti più deboli, dallaltro allo scopo di evitare la prevalenza dellazione, di fatto concorrenziale, delle autorità pubbliche (Autorità di bacino, Sovrintendenze, Agenzia del territorio) che, in un quadro spesso confuso di competenze, sovente finiscono con il dettarne lagenda. Una profonda revisione delle politiche pubbliche realizzate nel corso degli ultimi trentanni è dunque ormai indispensabile e richiede uno sforzo collegiale a tutti i livelli, che non può tuttavia certamente prescindere dalla necessità di realizzare una prospettiva europea dellabitare, in modo tale che il processo di integrazione eviti di accentuare le differenze tra soggetti che dispongano di opportunità diverse e maggiormente articolate, aggravando quelle stesse disparità che vorrebbe combattere. Soprattutto, però, appare necessario formulare proposte in grado di dare dignità alle periferie urbane, da lungo tempo abbandonate e carenti di un progetto di autentica riqualificazione e piena aggregazione al resto della città, pur essendo numericamente maggioritarie rispetto ai cosiddetti quartieri-bene. A Napoli e in Campania, ladozione di misure innovative che tengano conto del fabbisogno abitativo è, ancor più, in grado di rimettere in moto leconomia avvilita della città e ricollocare migliaia di famiglie che ancora abitano luoghi fatiscenti e inadeguati, favorendo altresì misure di integrazione con lintero tessuto della città. Le strade per realizzare una svolta sembrano almeno due: da un lato, lutilizzo di fondi comunitari, che tuttavia richiedono uninevitabile programmazione in termini di cofinanziamento e lincremento sensibile della dismissione del patrimonio pubblico. Dallaccelerazione della vendita, dopo lintesa raggiunta dal Comune di Napoli con la Romeo, potrebbero venire nuove importanti risorse per realizzare edilizia popolare innovativa e moderna ma se del bilancio comunale 2012 ancora non vè traccia, gli esponenti dellAmministrazione hanno più volte dichiarato che quelle risorse saranno illogicamente utilizzate per ripianare il deficit di cassa. Occorre invece puntare alla riqualificazione urbana e alla rigenerazione di interi quartieri e delle aree dimesse, a realizzare abbattimenti e ricostruzioni di alloggi ormai fatiscenti, costruiti secondo criteri superati e frutto di logiche emergenziali. Occorre realizzare edilizia responsabile e sostenibile, in grado di adeguarsi allesigenza di rispetto della normativa ambientale e antisismica, riequilibrare i centri urbani impoveriti dal progressivo svuotamento di funzioni e realizzare un grande programma di riuso di spazi urbani inutilizzati, di cui il Comune è grande proprietario, allo scopo di renderli funzionali e fungibili da ampi strati della popolazione, migliorando sensibilmente il livello e la qualità di vita dei quartieri oggi periferici. Ciò assume rilevanza ancor maggiore proprio nel momento in cui il governo dimostra lincapacità di predisporre misure strutturali per venire incontro alle difficoltà abitative, ma anche di intervenire con provvedimenti che superino definitivamente misure come la proroga del blocco degli sfratti che non è in grado di offrire risposte durature alla carenza di equilibrate soluzioni abitative che tengano conto delle straordinarie tensioni sociali che affliggono strati sempre più estesi della popolazione. Ciò va, in definitiva, realizzato predisponendo un adeguato progetto da discutere in consiglio comunale che coinvolga tutte le categorie produttive, i costruttori e gli industriali, in una virtuosa interazione di capacità e competenze, senza tuttavia perdere di vista la necessità che tali operazioni restino sotto il controllo e la vigilanza della Pubblica amministrazione affinché sia in grado di predisporre nuovi modelli di governance che non siano soltanto finalizzati a realizzare misure e interventi di breve periodo, ma anche programmare gli obiettivi da realizzare pretendendo conseguenze e cambiamenti proiettati in un ragionevole futuro.
NAPOLI - UN PROGRAMMA DI GOVERNO PER LE PERIFERIE DEPRESSE
La città di Napoli è affrontata da una serie di sfide, tra cui la carenza di sviluppo nelle aree più depresse e abbandonate. La giunta comunale è stata criticata per la sua mancanza di programmazione e di azioni concrete per affrontare queste questioni. I contrasti all'interno del governo cittadino e la mancanza di una prospettiva europea dell'abitare hanno indebolito l'amministrazione e ritardato il passaggio a una fase di efficace programmazione del sistema urbano e metropolitano. La questione urbana è un tema fondamentale per la coesione territoriale e per evitare la prevalenza dell'azione concorrenziale delle autorità pubbliche.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo