Il Comune garantirà lapertura fino a dicembre. Di Nocera: "Ci sono 10 milioni destinati al Museo della Musica" Ci sono 10 milioni di euro di fondi Fas. Sbloccati appena qualche settimana fa. Dieci milioni di euro per un progetto che, in base ad un accordo di programma del 2009, vuole un Museo della musica negli ambienti appena restaurati e recuperati e riaperti al pubblico del complesso di San Domenico Maggiore. «Ma quei soldi afferma lassessore comunale alla Cultura, Antonella Di Nocera non possono finire semplicemente in un progetto. Devono servire alla gestione della struttura. Quanto al progetto, vedremo». Lassessore ha le mani legate: laccordo di programma datato 2009 parla di un Museo della musica. Unidea che convince assai poco Palazzo San Giacomo. Ma i 10 milioni sono vincolati proprio a quellidea, sono già destinati. Per usarli, e certo non si possono perdere, bisogna attenersi a quellaccordo di programma. «Salvo ridiscutere quella destinazione. I finanziamenti spiega lassessore sono vincolati ma ci metteremo attorno ad un tavolo, Comune, Regione, soprintendenze, e decideremo cosa fare. Non che non mi piaccia il Museo della musica, ma di certo questo deve essere un luogo vivo». E poi, col Conservatorio di San Pietro a Majella proprio accanto a San Domenico, unipotesi di Museo della musica non può prescindere anche dal futuro del Conservatorio, appunto. Intanto ieri la presentazione del restauro del Convento di San Domenico Maggiore, in quellala dove fino agli anni 90 aveva sede la Corte dAssise, con le sua aule per i processi, i suoi uffici, le sue celle di sicurezza, ha richiamato un numero di cittadini impensabile. Ad ammirare la Sala del Capitolo, il Grande ed il Piccolo Refettorio, la Cella di San Tommaso dAquino, cerano il sindaco Luigi de Magistris, i soprintendenti Stefano Gizzi e Fabrizio Vona, il direttore regionale Gregorio Angelini. Ma cerano, soprattutto, centinaia e centinaia di persone richiamate dallevento. La riapertura di unala del complesso di San Domenico che è una città nella città, occupa unintera insula del tessuto del centro antico, ed era inaccessibile da tempo. Una folla che ha offerto il destro a de Magistris per tornare su un tema caro allamministrazione: «Intorno alla cultura cresce lidentità di questa città, il nostro senso di appartenenza. Il mio impegno è garantire, in futuro, che questo luogo viva con e per i napoletani». Ma cè un problema di gestione. Il Comune garantirà fino a dicembre lapertura del complesso, ogni giorno dalle 10 alle 17 tranne la domenica, grazie a Napoli Servizi. Ma altre soluzioni, per dotare il convento di personale, non ce ne sono a breve portata e non è dato sapere cosa accadrà quando il personale di NapoliServizi sarà destinato altrove.