Il sito di Corcolle si presenta «ampio e ben conformato per la realizzazione in tempi molti ristretti di una discarica per rifiuti non pericolosi» e consente «l'abbancamento in situazioni ottimali con una cubatura disponibile di 2 milioni di metri cubi». Sono queste, per il prefetto e commissario ai rifiuti Giuseppe Pecoraro, le motivazioni principali per la realizzazione di una discarica a Corcolle. Mentre infuria la polemica che vede coinvolti 4 ministeri (Ambiente, Beni culturali, Difesa e Interno), con gli enti locali divisi (Renata Polverini appoggia le scelte di Pecoraro, Gianni Alemanno si è schierato apertamente contro Corcolle, così come Nicola Zingaretti) e i comitati sul piede di guerra, il prefetto va avanti per la sua strada e mette nero su bianco le sue ragioni. In una memoria difensiva inviata la scorsa settimana al Tar del Lazio che sta discutendo il ricorso della Brixia (la società proprietaria della cava di Corcolle dove dovrebbe sorgere la discarica), Pecoraro spiega il perché della scelta, presa a ottobre 2011. E allegala relazione tecnica realizzata da Luigi Sorrentino e Pietro Moretti, i due consulenti nominati all'inizio di ottobre e che in meno di un mese hanno visionato i 7 siti individuati dalla Regione e puntato tutto su Quadro Alto a Riano e Corcolle-San Vittorino. La memoria, nel passaggio su Corcolle, ammette (come sostiene per altro la difesa della Brixia curata dall'avvocato Giancarlo Viglione) la presenza di due fattori di criticità: la presenza nelle vicinanze del "Castello di Corcolle", superabile con un indennizzo ai proprietari e, soprattutto, di «strati di lapillo con elevata permeabilità». Ma quello che per l'ampio fronte dei contrari (compreso il ministero dell'Ambiente) è un importante fattore escludente, per Pecoraro e per i suoi tecnici è risolvibile con «un'impermeabilizzazione di particolare efficienza». Un elemento, insomma, di cui tener conto in fase progettuale. La stessa attenzione progettuale che viene richiamata anche per la presenza di «abitazioni sparse» nel raggio di 500 metri dalla futura discarica. Per quanto riguarda, invece, i corsi d'acqua in zona (elementi richiamati sia dal ministero dell'Ambiente sia, due giorni fa, da Alemanno) quello del cosiddetto "Fosso dell'acqua rossa" viene definito «modesto», l'altro, la conduttura "Acqua Pia Antica Marcia" «non interferisce con la fascia di rispetto». Intanto, mentre il Tar ha chiesto al ministero dell'Ambiente di motivare in una relazione il suo no a Corcolle, Pecoraro è in attesa delle ulteriori valutazioni richieste al dipartimento di Ingegneria ambientale dell'università di Tor Vergata. Sei giudici amministrativi dovessero accogliere il ricorso della Brixia, la road map di Pecoraro potrebbe saltare. Il tutto mentre ogni giorno si registra una nuova polemica tra istituzioni. Ieri è stato il turno di Nicola Zingaretti che ha attaccato Alemanno per il suo no tardivo a Corcolle: «Se era contrario, il Comune poteva esprimere parere negativo in conferenza dei servizi. Si governa con i fatti, non con i comizi». Al presidente della Provincia risponde l'assessore all'Ambiente Marco Visconti: «La nostra posizione su Corcolle non è mai stata favorevole. Lasituazione che dobbiamo affrontare oggi è frutto del lassismo delle precedenti amministrazioni». Da segnalare anche la polemica interna al Pd, con il capogruppo in Campidoglio, Umberto Marroni, che invita il prefetto a «valutare l'ipotesi di Pian dell'Olmo» e il sindaco di Riano, Marinella Ricceri, collega di partito di Marroni, che invece, chiede «di smetterla di insistere con questa fastidiosa cantilena».