Se possibile si complica ancora di più l'eterna ricerca di un luogo dove realizzare la nuova discarica romana. L'ultimo passaggio ricorda altri passaggi simili: Corcolle, il sito indicato dal prefetto-commissario Pecoraro è stato bocciato ieri in modo netto anche da Alemanno. Prima del sindaco era stato il ministro all'Ambiente Clini a esprimersi nello stesso modo. E prima ancora di Clini era stato il suo collega alla Cultura Ornaghi a palesare i suoi dubbi perla vicinanza con Villa Adriana. Una bocciatura che però non ha fatto cambiare idea a Pecoraro, il quale ha fatto sapere che andrà comunque avanti su Corcolle: domani arriveranno le ultime valutazioni degli esperti di Tor Vergata che dovrebbero confermare l'idoneità di Corcolle. «E' mio dovere prendere una posizione chiara: qui la discarica non si può e non si deve fare», è andato giù deciso Alemanno. Camicia bianca e occhiali da sole, il primo cittadino verso ora di pranzo ha effettuato ieri un sopralluogo nella zona, non distante dagli scavi archeologici, dove il commissario di governo vorrebbe mettere i rifiuti dei romani. Due ore dopo dal suo blog ha lanciato un appello «al commissario e a tutte le autorità competenti». «In questa zona - ha detto - l'Acea raccoglie acque importanti, da qui passa l'acquedotto dell'Acqua Marcia, ci sono fonti di captazione non solo per l'acqua ad uso agricolo ma anche per quella potabile. E qui c'è un sito tutelato dall'Unesco, Villa Adriana, che deve essere rispettata e non possiamo mettere una discarica a qualche chilometro di distanza». Lo stesso concetto Alemanno lo aveva espresso il 16 settembre del 2011, durante una visita a Castelverde. Quando Corcolle era solo un'ipotesi, «uno studio molto remoto» e il sindaco era «sicuro che quell'indicazione sarebbe stata rispettata». Non è andata così. Ed ecco la visita di ieri su invito del presidente dell'VIII municipio Massimiliano Lorenzotti e dei due presidenti di commissione Marco Di Cosimo e Giorgio Masino. «Questa cosa non si può e non deve fare, questo è un territorio molto, troppo importante». Considerazioni senza mezzi termini, più o meno le stesse che avevano portato il ministro Clini a scegliere Monte Carnevale, sito non gradito però al sindaco da sempre contrario a una Malagrotta 2. La bocciatura di Corcolle è pienamente condivisa anche dall'Autorità di Bacino del Tevere che ha competenza sul territorio e che aveva rilevato la presenza di corsi d'acqua. E mette d'accordo così Governo, Campidoglio e Provincia. Il commissario Pecoraro rimane fermo sulle sue posizioni: «Nella vita di un funzionario pubblico a volte bisogna fare scelte obbligate anche se dolorose. Ma bisogna scegliere rispetto all'interesse pubblico, è necessario. E questo è il caso in questione», commenta le dichiarazioni di Alemanno. «Da parte mia non c'è naturalmente alcuna intenzione di ledere alcun territorio - aggiunge Pecoraro - ma il mio obiettivo è superare l'emergenza, e per farlo bisogna fare delle scelte. E l'obiettivo primario che mi guida è l'interesse pubblico. L'importante è che le scelte, e questo io lo assicuro, siano scelte ponderate e valutate non soltanto dal punto di vista dell'idoneità tecnica, ma anche degli effetti che possono avere». L'unica a sostenerlo sia pure silenziosamente è la Polverini che, in qualità di presidente della Regione Lazio, ha sempre detto di «esercitare un ruolo di surroga» visto che il Comune di Roma non aveva scelto ancora un sito,e di «volersi attenere all'indicazioni del prefetto». Sono passati mesi, sono state pronunciate milioni di parole alcune in direzione ostinata e contraria e ci sono state svariate manifestazioni. Un assaggio di quello che saranno le proteste quando il nome del sito verrà ufficialmente comunicato tra le varie ipotesi vagliate. Pian dell'Olmo? Quadro Alto? Il borsino della nuova discarica sale scende. Tra qualche giorno il commissario espliciterà la sua scelta. Pensare che non diventi materia di scontroelettoraleè puramente utopistico. Tanto più che enti locali e ministero all'Ambiente si apprestano a firmare l'impegno oa lavorare contestualmente su tutto il ciclo di differenziata». Ben sapendo che l'unico sito sul quale sarebbero disposti a dirsi tutti d'accordo senza temere conseguenze elettorali è quello che non esiste. Solo lì, «la monnezza dei romani» non darebbe fastidio. Ed ecco dunque le polemiche. «Alemanno eviti lo scempio ed esca dal letargo», attacca il consigliere comunale pd Dario Nanni. Che già prepara «una battaglia di civiltà e di legalità», perché «non contrastare questa scelta aprirebbe la strada ad un precedente pericoloso che di fatto autorizzerebbe la realizzazione di uno scempio», in un'area «vincolata dal punto di vista naturalistico, idmlogico e archeologico». Tra i «no discarica», oltre ai vari sindaci dei comuni limitrofi, non è passata inosservata la presenza del conte Urbano Bar-berini, coordinatore del comitato «Salviamo Villa Adriana». Il 19 maggio il conte ha invitato tutti i cittadini a protestare contro il definanziamento del festival di Villa Adriana «deciso dalla presidente della Regione Polverini». La discarica si allontana anche così.