Un archistar per togliere l'orrendo parallelepipedo di fronte alla questura e dare una dimensione museale ai mosaici di epoca romana che custodisce. È questa l'idea del Comune con il concorso per idee aperto agli architetti di tutt'Europa che il sindaco Nicola Sodano e l'assessore alle opere pubbliche Giampaolo Benedini lanciano oggi in una conferenza stampa. E il cui bando partirà nei prossimi giorni. I particolari, per ora, su questa iniziativa sono pochi, ma qualcosa è trapelato. Si apre, così, la strada per sanare un «vulnus» che risale al 2009, quando l'allora amministrazione comunale decise l'installazione di quella struttura scura e ingombrante per proteggere, e renderli visibili al pubblico, i resti della Domus romana emersi durante i lavori di scavo in piazza Sordello. Uno sforzo finanziario di oltre 400mila euro, a carico del Centro internazionale di Palazzo Te. Era chiaro che, dopo l'iniziale entusiasmo per aver trovato una soluzione gradita anche alle varie sovrintendenze, quel mostro non potesse restare a lungo a deturpare il cuore della città. Da quando Sodano è subentrato alla Brioni alla guida della giunta di via Roma, il destino di quella struttura, da tutti soprannominata il "cubo" anche se i suoi lati non sono tutti quadrati, era segnato: andava rimossa al più presto. Dopo forti polemiche e prese di posizione varie, il Comune ha individuato la strada per disfarsene: un progetto di un architetto di fama internazionale da scegliere attraverso la formula soluzione è stata appoggiata dalle varie sovrintendenze e caldeggiata anche dal ministero per i beni culturali su cui il primo cittadino ha svolto un'azione di pressing fin da quando a reggere le sorti del dicastero c'era l'amico Sandro Bondi. Il bando, in uscita nei prossimi giorni, chiederà ai tecnici di riqualificare il lato sud di piazza Sordello al fine della 'musealizzazione' della Domus romana, ma senza cubo. I partecipanti non avranno alcun vincolo di spesa per stimolare la loro creatività: potranno, infatti, scatenare la fantasia e proporre anche progetti dai costi elevati, pur di risolvere il problema; poi si vedrà se ci saranno le risorse per realizzarli. Chissà, è la speranza diffusa, che uno dei maghi dell'architettura contemporanea non presenti un progetto per una piramide in cristallo tipo Louvre. Da quanto si sa, l'idea di Sodano è di avere gli elaborati concorrenti entro la fine dell'estate, si parla di agosto, e di proclamare il vincitore entro l'autunno, probabilmente a fine settembre-primi di ottobre. Chi vincerà il concorso non potrà pretendere, però, di tradurre subito dalla carta alla realtà la sua creatura: il Comune, infatti, non avrà alcun obbligo di appaltarlo. A giudicare i progetti sarà un'apposita commissione (ristretta, al massimo cinque membri) composta di esperti che avranno il compito di scegliere la proposta più allettante per una piazza su cui gravano molti vincoli urbanistici e storici. Con un grande obiettivo di fronte: conservare i mosaici e dar loro visibilità.