Le cripte di Sant'Ugo a Montegranaro (Fermo delle Marche) e di San Casto a Trivento (Campobasso), la cappella laicale della Madonna del Loreto a Metrano a Monticchio (Napoli), le chiesette della Madonna della Pietà e della Madonna delle Grazie a Pratola Peligna (L'Aquila) e la chiesa di San Pietro Apostolo a Caselle di Nogara (Verona) e quelle di Santa Maria Maggiore e di San Pietro in Valle a Gazzo Veronese. E' lungo l'elenco dei gioielli dimenticati, abbandonati o chiusi che oggi l'Archeoclub Italia aprirà al pubblico in occasione della Giornata nazionale chiese aperte, patrocinata dall'Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della segreteria generale della Cei. Sono luoghi di culto preziosi per l'arte e la memoria, che però, spiega Claudio Zucchelli, presidente dell'associazione che da diciotto anni organizza l'evento, «si trovano in posizione decentrate rispetto ai nuovi poli di aggregazione urbanistica, oppure sono stati sostituiti da chiese più moderne, meglio rispondenti a esigenze e gusti della popolazione, o ancora sono stati abbandonati, con la soppressione di alcuni ordini religiosi. Questi edifici sono stati semplicemente chiusi e lasciati alla loro sorte, perchè non c'è più nessuno che possa mantenerli o che abbia interesse a farlo». E la Giornata di Archeoclub, che in questi anni ha consentito di riportare alla luce circa duemila monumenti religiosi, serve ad «evitare che altri pezzi della nostra storia scompaiono nell'incuria». Ma soprattutto è l'occasione «per riscoprire le antiche radici della nostra civiltà». È anche accaduto «che la riscoperta delle chiese abbandonate, soprattutto quelle in campagna - conclude Zucchelli -, portasse a un imprevisto accrescimento di conoscenze della storia locale; in alcune regioni si è addirittura giunti a una schedatura di tutte le chiese rurali, primo passo per un loro restauro conservativo e per la creazione di itinerari tematici».
La Giornata delle chiese dimenticate
L'Archeoclub Italia apre al pubblico in occasione della Giornata nazionale chiese aperte, alcuni edifici religiosi abbandonati o chiusi. Questi luoghi sono preziosi per l'arte e la memoria, ma spesso si trovano in posizione decentrate o sono stati sostituiti da chiese più moderne. L'evento serve a evitare che altri pezzi della storia scompaiano nell'incuria e a riscoprire le antiche radici della civiltà. La riscoperta delle chiese abbandonate ha portato a un imprevisto accrescimento di conoscenze della storia locale, e in alcune regioni si sta lavorando per il restauro conservativo e la creazione di itinerari tematici.
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