Lo storico dell'arte Salvatore Settis a San Rocco per parlare di conservazione. Stoccata alla città Il Fontego. «Per 30 denari si svende un pezzo di Venezia» VENEZIA. Se un paio di indizi permettono di dare un giudizio, la questione del Fondaco dei tedeschi e delle grandi navi sono sufficienti ad un luminare molto impegnato nelle battaglie civili come Salvatore Settis di bocciare il governo della città, ma anche quello nazionale. Archeologo e storico dell'arte, direttore della Normale fino al 2010 membro di molte tutte le più importanti associazioni di ricerca del pianeta ed editorialista pungente, Settis era a Venezia in occasione di un evento dedicato a John Ruskin ospitato nella Scuola Grande di San Rocco. «Mi sembra - ha detto, parlando di grandi navi - che il decreto Clini-Passera sia il rovescio di quello che il mondo si aspettava. E' come dire che le navi non si possono avvicinare alle coste in tutta Italia, salvo che a Venezia. Mi sembra una norma irragionevole, che antepone le ragioni del commercio con quelle dell'arte e della cultura. La nostra Costituzione dice il contrario e se due ministri fanno il contrario di quanto dice la Costituzione io sono stupito». Nel suo intervento intitolato "Perché conservare" egli ha insistito molto sul primato di concetti come la giustizia, la libertà, l'ambiente, la cultura, la salute sull'economia. Diritti - ha detto - sanciti dalla Costituzione e troppo spesso calpestati. «Vivo troppo poco a Venezia - ha ripreso - per esprimermi in un giudizio, però dagli indizi che vedo non mi sembra che il governo della città sia all'altezza. Se si vede il fatto che per i "trenta denari" (i sei milioni di euro che darà Benetton in cambio dell'eliminazione dello standard pubblico) il Comune "svende" il Fondaco dei Tedeschi, non mi sembra un grandissimo segno di capacità di governare. Per i "trenta denari" delle navi che passano, si deve inquinare visivamente ma anche dal punto di vista delle emissioni la città e la laguna. Non conosco Venezia abbastanza, ma questi due indizi sono pessimi». Non conosceva il servizio delle hostess di piazza, finanziato da Costa Crociere e il giudizio si rafforza. «È sempre il concetto dei trenta denari - conclude - non è della settimana scorsa la notizia della nave che ha rotto gli ormeggi per il vento e se non c'erano i rimorchiatori chissà cosa succedeva? Siamo alla genuflessione davanti all'economia».