I parlamentari Andrea Martella e Giuseppe Giulietti sollecitano il ministro ai Beni culturali a promuovere un incontro per definire le modalità d'intervento È caos tra i Festival del Cinema italiani - con la "guerra" delle date aperto da quello di Roma nei confronti del Festival di Torino, quasi sovrapponendosi - ma è forte anche la preoccupazione in laguna per la chiusura del «buco» del cantiere del Palacinema, prima dell'avvio della Mostra, a fine agosto. «Ho sollecitato il festival di Roma - ha detto ieri Ornaghi visitando il Salone del Libro di Torino - ad un atteggiamento di consapevolezza nell'interesse generale del cinema italiano. Mi pare che Roma abbia privilegiato il perseguimento dei propri interessi» particolari. Lo si può spiegare, giustificare - ma certamente è in controtendenza rispetto alle necessità non solo del cinema italiano, ma del Paese». Intanto in laguna, in vista della Mostra del Cinema, il Comune e la Sacaim - l'impresa a cui il commissario Vincenzo Spaziante ha rescisso il contratto ma che ora dovrebbe riprendere i lavori - sarebbero vicini a un'intesa per la copertura del "buco", ma a preoccuparsi è anche il mondo della politica. I deputati veneziani Giuseppe Giulietti (Gruppo Misto) e Andrea Martella (Pd), con una nota, si augurano che il ministro della Cultura, Lorenzo Ornaghi, «riesca nel suo tentativo di armonizzare e coordinare tutte le rassegne cinematografiche italiane», perché «dal caos e dalla confusione, più o meno strumentale - sottolineano - non potranno che derivarne danni per tutta l'industria del cinema e dell'audiovisivo». Giulietti e Martella chiedono intanto al ministro di fissare l'incontro con enti locali e Biennale di Venezia, da tempo annunciato, «per definire subito le modalità di chiusura della voragine del Lido - gli scavi già avviati per il nuovo palazzo del Cinema poi fermato - e l'avvio contestuale dei progetti di potenziamento e di rilancio della Mostra del cinema di Venezia, a cominciare dal riutilizzo delle strutture già esistenti». Giulietti, insieme al vicepresidente della commissione Cultura del Senato Vincenzo Vita (Pd) ha già inviato una lettera al sottosegretario ai Beni culturali, l'ex direttore centrale del ministero Roberto Cecchi. «Il governo non può far finta di niente, deve dire qual è la sua linea su questa vicenda». Ma è già concorrenza, intanto anche tra Roma e Venezia, con Marco Muller finalmente approdato alla guida del Festival della capitale, dopo il forzato addio a quello lagunare che ha già annunciato una quarantina di prome mondiali e punta a strappare al collega Alberto Barbera molti film potenzialmente "veneziani".