Lo studio dell'Università sul regolamento urbanistico «Il 57 degli interventi sono stati di modifica degli edifici» C'è un dato significativo, nello studio che la facoltà di Architettura Paesaggistica dell'Università di Firenze ha realizzato per il nuovo regolamento urbanistico: è quello dei permessi a costruire. Per il 43 dei casi si tratta di nuova edificazione, per il 57 di modifica dell'esistente. C'è poi un dato storico recente nell'analisi dell'evoluzione urbanistica di Cecina: a parte il fatto che il picco dello sviluppo urbano si è registrato alla fine degli anni '70, il 2009 è stato un anno di stallo per le nuove edificazione, una lieve ripresa si è registrato solo l'anno scorso. Quanto poi alle previsioni del piano strutturale, confrontate col vecchio regolamento urbanistico (quello dell'aprile 2007, scaduto ormai da un mese), se ne sono attuate una minima parte. Pensiamo alla schede D: di 71 solo 19 sono state realizzate e convenzionate. Stessa proporzione per le schede C. Altri numeri per riflettere: su 87mila mc. circa di residenziale del piano strutturale e i 69mila previsti dal regolamento urbanistico, se ne sono attuati 24.500 circa. Così come dei 27.000 previsti dal Ru per il ricettivo, si è costruito per 11mila. Che significa, questo? Che Cecina ha esaurito la propria vocazione alla cre scita o all'espansione edilizia o che, piuttosto, bisogno ripensare un modello nuovo? Forse - diceva l'assessore all'urbanistica Giamila Carli - «c'è la necessità di disegnare uno strumento più leggero, che lasci aperti alcuni spazi per poter avere maggiore possibilità di attuazione». Certo è - come ha introdotto il sindaco Benedetti nella presentazione all'auditorium di via Verdi dei lavori per il nuovo regolamento - che lo studio affidato all'Università di Firenze è prezioso «perché ci consente di adeguare il quadro conoscitivo che risale al 2004-2005 quando facemmo il piano strutturale». Così, quella di ieri, è stata un'infarinatura del lavoro di ricerca fin qui svolto dall'equipe del professor Claudio Saragosa. Chi in sala - tra i molti tecnici e progettisti presenti - pensava si potessero già intuire le linee di sviluppo, di espansione, di riqualificazione dell'abitato, dovrà aspettare che questa analisi si traduca in schede operative. Che il passo successivo. Va detto però che alcune indicazioni lo staff di Saragosa le ha fornite. Tipo la necessità di «individuare delle invarianti strutturali dello spazio - ricordava Saragosa -che restino dei riferimenti nonostante i processi di sviluppo». Una città ecologica, che ripensa i propri spazi, con una Vas (valutazione bambientale strategica) che «non deve essere un mero elenco di conti e dati ma deve avere dentro l'idea di uno sviluppo in sintoia con le risorse», ricordava l'urbanista empolese. Ma bisognerà operare - ha aggiunto un tecnico dell' Università di Firenze - per «migliorare la qualità degli insediamenti urbani», a partire proprio dagli interventi di trasformazione il cui controllo spesso «risulta difficile» da parte degli enti locali. Ovviamente ci sarà una fase due, in cui questa filosofia e questa analisi dovrà essere tradotta in previsioni. E sarà quella decisiva.
CECINA - Qualità dell'abitato e una città ecologica: le linee di sviluppo
Un studio dell'Università di Firenze ha analizzato il regolamento urbanistico di Cecina. I risultati mostrano che il 43% dei permessi a costruire sono stati utilizzati per nuove edificazioni, mentre il 57% per modifiche agli edifici esistenti. Il piano strutturale prevede 87.000 mc. di residenziale, ma solo 24.500 sono stati attuati. Allo stesso modo, il Ru prevede 27.000 mc. di ricettivo, ma solo 11.000 sono stati costruiti. L'analisi suggerisce che Cecina abbia esaurito la sua vocazione all'espansione edilizia e che sia necessario ripensare il modello di sviluppo.
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