Il turismo sta recuperando il senso e il gusto della genuinità La Valdera vuole esserci Ogni giorno siamo bersagliati da messaggi pubblicitari che presentano il cibo come frutto della tradizione italiana più antica ma che in realtà nascondono un sistema di rifornimento della distribuzione alimentare ormai completamente destagionalizzato e globalizzato. Le pagine che in queste settimane Il Tirreno sta dedicando alle eccellenze enogastronomiche del nostro territorio, oltre a far venire l'acquolina in bocca, non vanno fortunatamente in questa direzione. Porre l'attenzione su prodotti locali di qualità significa promuovere la cultura del chilometro zero che è stata inizialmente sostenuta con motivazioni di tipo ambientale legate alla eccessiva emissione di anidride carbonica per la lunghezza dei trasporti. Oggi, in una visione più organica, include valori sociali, economici e culturali. Cibo a chilometro zero significa migliorare la vita di chi consuma e di chi produce, significa incentivare i sistemi locali di produzione, creare lavoro, distribuire ricchezza, conservare le giuste tradizioni, creare sicurezza alimentare. C'è poi un aspetto non secondario legato al turismo. Secondo il rapporto dell'Osservatorio del Turismo sul Vino 2010 sono circa 20 milioni gli italiani (e gli stranieri?) che sostengono di aver svolto nel corso dell'anno almeno una azione turistica concreta connessa alla enogastronomia. Pontedera è e resta città manifatturiera, commerciale e di terziario avanzato ma numeri con ordini di grandezza come quelli indicati non possono essere sottovalutati. Ormai il legame che si forma tra il cibo o una bevanda con il luogo di produzione e la sua storia è indissolubile. Ecco perché il turismo enogastronomico si sta diffondendo sempre più e la Toscana è una delle regioni con maggior fascino sotto questo punto di vista. Pontedera, con l'unicità del Museo della Vespa, unita alla Valdera, con il patrimonio paesaggistico e architettonico dei suoi borghi e delle sue colline, insieme ai sapori e i piaceri della gastronomia e dei prodotti del territorio, possono rispondere al meglio alle esigenze di un turismo che voglia recuperare il senso e il gusto della genuinità all'interno di un contesto storico-culturale. Stefano Tognarelli (assessore al turismo e alle attività produttive del Comune di Pontedera)
TOSCANA - Il cibo a km zero? Migliora la vita di chi consuma
Il turismo sta recuperando il senso e il gusto della genuinità. La Valdera vuole promuovere la cultura del chilometro zero, che include valori sociali, economici e culturali. Il cibo a chilometro zero significa migliorare la vita di chi consuma e di chi produce, creare lavoro, distribuire ricchezza e conservare le giuste tradizioni. Il turismo enogastronomico si sta diffondendo e la Toscana è una delle regioni con maggior fascino sotto questo punto di vista. Pontedera e la Valdera possono rispondere al meglio alle esigenze di un turismo che voglia recuperare il senso e il gusto della genuinità.
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