Il Comune tenta i costruttori. Che però sono scettici: "I binari interrati una bella favola" Matarrese: "Per ora discutiamo sul Prg già esistente" Andidero: "Accordo auspicabile" Allindomani della sentenza della Corte europea dei diritti delluomo che ha condannato lo Stato italiano a risarcire con 49 milioni di euro i costruttori di Punta Perotti, la discussione sul futuro dellarea parte da un presupposto. Una considerazione semplice: il parco non si tocca e la volumetria che le due lottizzazioni di Punta Perotti prevedeva deve essere spalmata su una superficie più ampia e in parte diversa per limitare al massimo limpatto ambientale. Questa almeno è la posizione dellamministrazione comunale, pronta a proporre alle imprese, la Sud Fondi della famiglia Matarrese, la Mabar del gruppo Andidero e alla Iema, la perequazione dei terreni in un piano più ampio di riqualificazione del lungomare sud. Ma cè una linea che al momento separa Palazzo di Città dal gruppo Matarrese che ha una quota maggiore di terreni. Ed è quella che corre lungo i binari. Dice lassessore allUrbanistica Elio Sannincadro: «Si può pensare a un piano di riqualificazione che si estende oltre i binari che dovranno essere interrati fino ad arrivare alla futura sede della Regione Puglia». Risponde Michele Matarrese: «Per il momento discutiamo partendo dal piano regolatore e quindi rimanendo nellarea che non va oltre i binari. È dal 1957 che sento parlare dellinterramento della linea ferroviaria, in Italia si sa come vanno le cose». Vittorio Andidero non si sbilancia: «Sicuramente troveremo una soluzione urbanistica». Il caso è molto complesso. Il lungo contenzioso giudiziario si è concluso con la restituzione dei terreni ai costruttori. E non cè soltanto larea del parco che anzi è solo una piccola parte. Le due lottizzazioni comprendono venti ettari di suoli che ricadono in una zona secondo il piano regolatore edificabile. La volumetria che, in linea teorica, le imprese potrebbero realizzare è di 500mila metri cubi. Un intervento edilizio rilevante se si considera che i palazzi abbattuti non andavano oltre i centomila metri cubi. Il danno al paesaggio qualora la volumetria dovesse essere realizzata nei venti ettari delle due lottizzazioni sarebbe inevitabile ed evidente. Impossibile immaginare un parere positivo dei tre enti chiamati a pronunciarsi nella procedura finalizzata al rilascio dellautorizzazione paesaggistica. La proposta del Comune allora è chiara: le volumetrie dovrebbero essere spalmate su superfici diverse e soprattutto più ampie, in un piano di riqualificazione che, oltre a un intervento di edilizia residenziale di minore impatto ambientale, preveda anche opere di interesse pubblico. Vittorio Andidero spiega che «linteresse è quello di venire incontro alla città, di trovare una soluzione condivisa anche sullo strumento urbanistico a cui fare riferimento per realizzare un piano di riqualificazione». Michele Matarrese ammette che «il clima è cambiato», ma frena sullipotesi di spalmare le volumetrie su terreni al di là della linea ferroviaria, possibilità che, invece, lamministrazione cittadina non esclude. «Nel 2004 fu elaborato - spiega - un progetto di riqualificazione che si estendeva sino a San Giorgio. Penso che potremmo nuovamente tenerlo come punto di riferimento». La discussione, quindi, è aperta. E il prossimo passo inevitabilmente sarà quello di un incontro tra i rappresentanti del Comune e quelli delle imprese. Nel frattempo i costruttori attendono il risarcimento di 49 milioni di euro che dovrà essere versato entro tre mesi.
BARI - Punta Perotti, i nuovi palazzi oltre la ferrovia
Il Comune di Bari tenta di proporre un piano di riqualificazione per larea di Punta Perotti, dove sono state costruite due lottizzazioni di terreni. Tuttavia, le imprese coinvolte, come la Sud Fondi della famiglia Matarrese e la Mabar del gruppo Andidero, sono scettiche e ritengono che il piano non sia sufficiente. Lassessore allUrbanistica Elio Sannincadro propone di estendere il piano di riqualificazione fino ai binari della linea ferroviaria, ma Michele Matarrese rifiuta questa proposta. Vittorio Andidero si mostra più aperto e suggerisce di trovare una soluzione urbanistica che possa soddisfare le esigenze della città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo