All'ex casa di cura La Pace tra le vie Santa Tecla e Massarotti Soprintendenza: primi controlli CREMONA Durante i lavori di ristruttura-zione del complesso dell'ex casa di cura La Pace sono spuntati i resti di un muro medievale. La Soprintendenza ha già eseguito accertamenti e li approfondirà la settimana prossima. Ma il cantiere non dovrebbe essere bloccato. Lavori in corso all'ex casa di cura La Pace di via Massarotti che diventerà casa di riposo Giovanni e Luciana Arvedi. La struttura, che sarà gestita dalla Fondazione La Pace onlus, presieduta da Umberto Hard verrà inaugurata per sant'Omobono del 2013. Il complesso, dodicimila metri di parco con due edifici, è stato acquistato da Giovanni Arvedi e donato alla diocesi che a sua volta l'ha messo a disposizione della Fondazione La Pace, i costi dell'intervento sono a carico di Arvedi e ci saranno anche alcuni posti per i sacerdoti della diocesi Le Suore Adoratrici hanno tuttavia tenuto una piccola palazzina, su via Santa Tecla, che stanno ristrutturando e che servirà per le religiose anziane. E qui ci sono stati, in questi giorni, alcuni ritrovamenti che vengono seguiti dalla Soprintendenza ai beni archeologici di Milano. In particolare dalla soprintendente Lynn Passi Pitcher, che ben conosce Cremona e che è stata la protagonista dei ritrovamenti di piazza Marconi. Ebbene la stessa Pitcher ha spiegato che si tratta, per l'area tra via Santa Tecla e via Massarotti, di muri medievali dell'anno mille. Non particolarmente significativi, ma che vanno studiati. E questo lo si sta facendo. Nella prossima settimana si scaverà un altro metro, ovviamente sotto terra, alla ricerca di altri reperti che verranno adeguatamente catalogati. La soprintendente ricorda che già in anni passati, nella stessa zona, sono state ritrovare anfore e tratti di pavimentazione. E pure nell'ex monastero di Santa Monica sono in corso accertamenti, d'intesa con l'amministrazione provinciale. Ancora non si conosce la destinazione finale dei reperti, ma è certo che non saranno coperti da una gettata di cemento, nè nascosto in qualche cantina. La Soprintendenza Archeologica di Milano è sempre molto attenta a quello che accade in città (le dimostrazioni sono numerose) e procede con i piedi di piombo, anche per evitare che nascano aspettative che non corrispondono alla realtà. Come detto, i lavori per la ristrutturazione della palazzina delle Suore non verranno fermati, l'area coinvolta nei ritrovamenti sarà transennata e gli estranei non potranno accedervi. Alla fine degli scavi, si valuterà il da farsi e non è escluso che la città venga coinvolta con pubbliche comunicazioni. Se poi i ritrovamenti lo meriteranno, potranno essere sistemati in un angolo del parco, che nelle intenzioni della Fondazione La Pace onlus, già annunciate durante una conferenza stampa in curia dovrebbe essere aperto al pubblico. Così come la chiesa, la portineria ed un parcheggio.