I sindacati minacciano azioni legali, penalizzati anche i dipendenti del castello di Miramare Caburlotto scrive al suo direttore Martines: «Il mio ufficio ora rischia la paralisi» Scoppia una mezza rivoluzione in Soprintendenza. L'assenza di un responsabile del personale scatena reazioni a catena. I dipendenti sono tanto pochi che basta una casella vuota per mandare all'aria piani alti a piani bassi. Custodi e sorveglianti del castello di Miramare non sono stati pagati per le ore di lavoro festive e straordinarie di Natale 2010, e di molte giornate del 2011. I sindacati hanno ora minacciano vertenze a carico del soprintendente ai Beni storico-artistici Luca Caburlotto, il quale ha manifestato "mani legate", visto che la Direzione dei Beni culturali (e lo ha contestato con una dura lettera) ha chiesto al ministero l'assunzione di un'archivista al posto di un dirigente amministrativo, e lo ha destinato a Udine. Se un dirigente non firma le presenze e le ore straordinarie, queste non possono venir pagate. Una questione non di soldi, ma di mera burocrazia. La storia però è più complessa, e fotografa la grande magrezza degli organici dei Beni culturali. Per concorso doveva essere coperta questa posizione amministrativa, ed è perfino avvenuto. Ma la dipendente, dopo appena due mesi, ha dato le dimissioni. Posto nuovamente vacante. «Mi era stata data verbale assicurazione - recrimina ora Caburlotto al direttore Giangiacomo Martines - che sarebbe stata sostituita». Ma nell'ambito delle graduatorie ministeriali, che avevano destinato al Friuli Venezia Giulia una sola unità amministrativa, la lista delle disponibilità (dopo quelle dimissioni) era esaurita. Martines allora ha domandato al ministero di attingere a un'altra lista, quella degli archivisti, e ha sanato un "buco" a Udine. Apriti cielo. Caburlotto scrive a Martines: «Ciò comporterà la privazione per tempi prevedibilmente molto lunghi di un indispensabile funzionario amministrativo, mettendo il mio ufficio in condizioni di paralisi, di cui la Direzione si assume tutte le responsabilità». I sindacati hanno mostrato i denti, un'infuocata riunione di quasi 4 ore si è chiusa con la minaccia di cause. «Al castello di Miramare - racconta Carmela Sterrentino della Cgil-Funzione pubblica - lavora una trentina di persone per 365 giorni all'anno, compresi festivi, Natali e Pasque, fanno visite guidate in italiano e in lingue straniere, custodia e accoglienza, non è possibile non pagare gli "extra" per anni, se la cosa non si risolve c'è la possibilità di una vertenza individuale da parte dei dipendenti. Il problema - prosegue Sterrentino - è che da una Soprintendenza unica si è passati anni fa a tre, ciascuna con il suo organico, che dunque non basta mai, e c'è un continuo, vorticoso cambio di direzioni e soprintendenti, nessuno fa in tempo a risolvere le situazioni. A questo si è aggiunto il blocco del turn-over e il blocco degli aumenti contrattuali di stipendio fino al 2014. Così non si può andare avanti».
Trieste. La Soprintendenza nel caos: manca chi firma gli straordinari
I sindacati minacciano azioni legali contro il soprintendente ai Beni storico-artistici Luca Caburlotto, che ha destinato un'archivista a Udine al posto di un dirigente amministrativo. I dipendenti del castello di Miramare, che lavorano 365 giorni all'anno, compresi festivi, non sono stati pagati per le ore di lavoro festive e straordinarie di Natale 2010 e del 2011. I sindacati hanno contestato la decisione di Caburlotto e hanno minacciato vertenze. La situazione è aggravata dal blocco del turn-over e degli aumenti contrattuali di stipendio fino al 2014. I sindacati hanno mostrato i denti, con una riunione infuocata e la minaccia di cause.
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