Mentre Pergola non intende cedere, la Regione tace Ancona Resterà tutto come sta, anche dopo il parere espresso dal Comitato tecnico-scientifico del Ministero dei Beni Culturali sulla (nuova) collocazione dei Bronzi Dorati di Cartoceto al Museo Archeologico Nazionale delle Marche? Pergola e la Provincia di Pesaro-Urbino sono irremovibili, come appunto, secondo loro, deve restare il gruppo scultoreo: non si toccano e restano dove sono. La fermezza è la parola chiave di ogni intervento dal fronte pro-Pergola della contesa. Non sono infatti scelte a caso le parole della breve dichiarazione del capogruppo del Pd alla Regione Mirco Ricci che sentenzia "Fermo restando che nessuno sente la necessità di spostare i Bronzi dal luogo dove sono collocati, anche considerando le spese sostenute a Pergola per ospitarli, suggerisco al ministero di impegnarsi in problemi un tantino più importanti per il nostro Paese". Punto. Una dichiarazione che non lascia spazio a ripensamenti né margine per alcuna trattativa. Che anzi rilancia Ricci annuncia infatti un'interpellanza alla giunta regionale sulla vicenda. Silenzio salomonico, intanto, dalla Giunta della Regione. Ma pare che da Palazzo Raffaello, dove nessuno si è ancora pronunciato a riguardo, stiano partendo da ieri le telefonate alla volta della direzione generale dei Beni Culturali per capire il carattere del provvedimento: se si tratti di una sentenza, di un decreto esecutivo, più semplicemente di un parere. Mercoledì, quando il direttore Regionale ai Beni Culturali delle Marche Lorenza Mochi Onori aveva convocato, per comunicare il parere del Ministero, le rappresentanze di Pergola e di Ancona, tra le quali dura da ventiquattro anni la contesa per la tutela e l'esposizione dei Bronzi... apriti cielo: gli amministratori di Pergola presenti avevano immediatamente reagito, dopo lo sbalordimento iniziale, in maniera dura. Tanto da gelare ogni tentativo della Mochi Onori di mediare. E pure lei ci proverà - giura - a trovare una soluzione di compromesso, in ossequio alle raccomandazioni del direttore generale Luigi Malnati dei Beni Culturali, che invita a verificare, "attraverso un incontro con gli enti locali interessati, i margini per un accordo che soddisfi le esigenze di conservazione delle opere, contemperandole con la richiesta di partecipazione culturale degli interlocutori istituzionali del territorio, onde pervenire a una soluzione di mediazione in merito alla collocazione del gruppo scultoreo". Ma la stessa Mochi Onori è consapevole che non sarà sufficiente niente di meno di un... miracolo. "Appare a tutti chiaro - ragiona Andrea Nobili, assessore alla Cultura del Comune di Ancona, che ovviamente in questa contesa milita sul fronte del Museo Archeologico Nazionale delle Marche - che esporre i Bronzi al Museo, nel capoluogo, significherebbe dar loro un'altra visibilità. Per questo ci batteremo perché prevalgano la ragione e il diritto, il rispetto delle regole. Faranno barricate? Risponderemo con la forza della ragione". Saccheggio fu considerata l'appropriazione da parte di Pergola di un bene affidato al Museo Archeologico, quando l'allora soprintendente archeologo Delia Lollini, che veniva a reclamarli, fu respinta con minacce e intimidazioni. Saccheggio lo chiamano adesso i Pergolesi, ormai abituati da una generazione a considerarli bene e attrattiva del loro paese.