È guerra al Pirellone tra mantovani e bergamaschi sulla candidatura a «Capitale europea della cultura 2019». Ieri, infatti, in Consiglio regionale si stavano discutendo due mozioni di sostegno alla candidatura di Bergamo, quando l'assessore regionale mantovano alla Digitalizzazione e Semplificazione, Carlo Maccari (Pdl), ha parlato di una possibile candidatura anche della città di Mantova a capitale della cultura, facendo seguire la richiesta che il sostegno a Bergamo non fosse esclusivo. D'accordo con l'assessore Maccari si è dichiarata anche l'assessore regionale alla Cultura, Valentina Aprea, evidenziando come la «candidatura di più città non è un problema ma semmai un motivo di orgoglio per la Lombardia e non tocca comunque alla Regione stabilire quale sia più meritoria dell'altra». La «guerra» con Mantova. L'aula ha poi approvato all'unanimità due mozioni di sostegno alla candidatura di Bergamo, una del vicepresidente del Consiglio Carlo Saffioti (Pdl) l'altra dei consiglieri bergamaschi dell'opposizione. Tuttavia, per passare indenne il vaglio dell'aula, il documento di Saffioti ha dovuto subire due significative modifiche. Sono stati infatti eliminati dal testo due passaggi che di fatto precludevano la candidatura a Mantova. La reazione dei bergamaschi, comunque, non si è fatta attendere. Gabriele Sola (Idv) ha parlato di «una follia», riferendosi alla doppia candidatura: «Con tutto il rispetto per Mantova, Bergamo è partita prima». Inoltre «portare avanti due candidature rappresenta una debolezza che potrebbe portare a effetti negativi. Si sa che in questi casi tra i due litiganti il terzo gode». Anche Saffioti è sbottato: «Abbiamo costruito un paniere ricco, qualificato e condiviso con tutte le istituzioni e i soggetti territoriali interessati per far sì chela candidatura di Bergamo potesse essere forte e altamente qualificata ma ecco che ora Mantova viene a rompere le uova in questo paniere». Il vicepresidente ha aggiunto di auspicare che «Regione Lombardia continui a sostenere Bergamo con convinzione perché una doppia candidatura sarebbe un brutto segnale di debolezza e confusione». Il centrista Valerio Bettoni ha tirato una frecciata a Mantova senza citarla «Bergamo ha tutte le carte in regola e, a differenza di altre città in Lombardia, può contare anche su un aeroporto internazionale e su importanti infrastrutture». Mentre Roberto Pedretti (Lega Nord), Mario Barboni e Maurizio Martina (Pd), hanno sottolineato la necessità di presentare e appoggiare un'unica candidatura ufficiale come dimostrazione e segnale di forza e piena condivisione. Raimondi: gioco di squadra Più diplomatico, invece, l'intervento dell'assessore all'Ambiente, Marcello Raimondi che si è detto soddisfatto per l'approvazione delle mozioni e ha aggiunto: «In questo gioco di squadra lavoreremo sodo a tutti i livelli per raggiungere l'obiettivo di dare alla nostra città quel posto di primo piano che merita nel panorama culturale internazionale. Per Bergamo sarà una grande occasione per esprimere la propria creatività in iniziative culturali, che da sempre fioriscono in un ambiente capace di cogliere il gusto della tradizione e la forza della modernità. La nostra città non è solo uno scrigno di bellezze, ma è anche la culla di un fermento creativo che è l'altra faccia di quella operosità e laboriosità per cui è già famosa nel mondo intero. Siamo già al lavoro perché il mondo conosca la forza creatrice dei bergamaschi».
LOMBARDIA - Capitale cultura, Pirellone scontro sulla candidatura
I mantovani e i bergamaschi si sono scontrati in Consiglio regionale sulla candidatura di Bergamo a capitale europea della cultura 2019. L'assessore regionale mantovano Carlo Maccari ha espresso la possibilità che anche Mantova sia candidata, ma senza escludere Bergamo. L'assessore regionale alla Cultura Valentina Aprea ha sottolineato che la candidatura di più città non è un problema, ma un motivo di orgoglio per la Lombardia. Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità due mozioni di sostegno alla candidatura di Bergamo, ma con modifiche che hanno eliminato passaggi che precludevano la candidatura di Mantova.
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