«Ho letto sui giornali di questa decisione del Comitato del ministero su Benetton. Ma in Comune non abbiamo ricevuto nulla. Siamo in attesa del parere tecnico definitivo». Sulla vicenda del nuovo Fontego dei Tedeschi e del progetto Benetton, il sindaco Giorgio Orsoni non si sbilancia e aspetta gli atti ufficiali. Ieri mattina era a Roma, proprio al ministero dei Beni culturali. «Abbiamo parlato con il Capo di Gabinetto Nastasi di molti problemi veneziani, ma non del Fontego», dice, «il ministero mi ha garantito i fondi per il festival della lirica che organizzeremo alla Fenice». E il Fontego? La partita continua. Da una parte la convenzione firmata tra Edizione Property, la Finanziaria di Gilberto Benetton e il Comune sull'uso dello storico palazzo delle Poste. Cambio d'uso da servizi a commerciale e garanzia di un uso pubblico per alcuni giorni all'anno in cambio di 6 milioni di euro. Forse non molti vista la rivalutazione e l'aumento di superficie dell'immobile. Ma ossigeno puro per le casse del Comune visti i tempi di grande crisi. Sei milioni che la convenzione vincola però al «buon fine» del progetto redatto dall'archistar olandese Rem Koolhaas. Progetto che adesso è stato bocciato, anche se non ancora ufficialmente perché il verbale non è scritto, dal Comitato di settore dei Beni culturali. Esito quasi scontato, viste le dure istruttorie firmate dal direttore regionale dei Beni culturali Ugo Soragni dopo aver preso visione del rapporto firmato dalla soprintendente Renata Codello. Non sono possibili alcuni interventi previsti nel progetto, stando al verdetto delle soprintendenze. Come l'apertura del tetto e la realizzazione della terrazza, il nuovo piano ricavabile con il pavimento trasparente, le scale mobili colorate incastrate nei ballatoi in pietra d'Istria, le demolizioni. E anche il grande pontile da 25 metri per 5 previsto proprio nella curva del ponte di Rialto. Dunque, progetto da rifare. Ma la responsabilità certo non può essere attribuita al Comune e i sei milioni non sono ancora persi. E Edizione property avrebbe già illustrato ai responsabili della tutela alcune ipotesi di «riduzione» dell'impatto. Bisognerà vedere se saranno ritenute sufficienti per superare il pesante verdetto negativo sull'ipotesi di ristrutturazione del prestigioso immobile cinquecentesco. «Aspettiamo che il ministero risolva questo problema», scandisce il sindaco, «ricordo che si tratta comunque di una proprietà privata. E che il Consiglio comunale, per approvare la Variante urbanistica e il cambio di destinazione d'uso, deve aspettare il parere firmato dal ministero». Intanto progetto e pratica sono fermi negli uffici dell'Edilizia privata.