A crearlo, le categorie economiche. Già raccolte 4500 firme. Ma anche i NoGrandi Navi si muovono: la loro petizione ha superato le mille firme Non c'è solo chi dice «No alle grandi navi». In favore del turismo crocieristico è stato creato il comitato «Cruise Venice». Lo sostengono imprenditori turistici e commerciali e tour operator, ma anche quanti credono che le grandi navi da crociera siano una risorsa per la città, una manna dal mare che ha aiutato l'indotto veneziano a non affondare sotto il peso della crisi. Dalla sua, il comitato "Pro grandi navi" è riuscito a raccogliere in poco tempo 4mila e 500firme di sostegno. Sono scese in campo le forze economiche e sociali che temono la fuga - volontaria o indotta - delle grandi navi da Venezia. Pensiero condiviso anche da Giuseppe Fedalto. Il presidente della Camera di Commercio era in sala ieri durante la prima ufficiale del comitato «Cruise Venice». Una presenza significativa, anche se, come ha sottolineato Fedalto, super partes. «Si sta giocando con il fuoco - spiega Fedalto - gli altri porti del nord Adriatico non stanno aspettando altro che un divieto importante per soffiare i passeggeri a Venezia». Il presidente di «Cruise Venice» è Massimo Bernardo, giornalista e consigliere nazionale dell'International Propeller Clubs. «Il sentimento popolare - avverte Bernardo - non deve affondare anche il Porto. Il nostro comitato non è nato per contrastare il movimento "No grandi navi", ma per spiegare e sostenere l'importanza del traffico croceristico». A favore delle grandi navi si schierano anche Roberto Magliocco, presidente dei commercianti veneziani e referente Servizi alle Imprese della giunta della Camera di Commercio, e don Aldo Marangoni, presidente di Chorus Venezia, associazione che si occupa del circuito delle chiese di Venezia. «Le grandi navi sono un arricchimento - commenta don Aldo - e i crocieristi contribuiscono alla salvaguardia dell'intero patrimonio veneziano. Dobbiamo riflettere, senza farci condizionare da ideologie preconfezionate». Magliocco chiede invece di pensare alle ripercussioni sull'occupazione. «Venezia è una città delicata - ha detto Magliocco - ma non è debole. Quando parliamo di grandi navi e di crociere non si deve mai dimenticare che danno sostegno ad almeno 3mila famiglie veneziane». ON LINE - Ma il fronte del no supera le mille firme in soli quattro giorni. In quattro giorni hanno già superato le mille firme. Va a gonfie vele la petizione popolare "Fuori dalla laguna le navi incompatibili" organizzata dal comitato no grandi navi laguna bene comune. Ieri è stato diffuso un primo bilancio provvisorio. Ebbene, alle 10.36 le firme erano 1.036, ci cui 648 raccolte nella petizione on line in italiano, 59 in quella in inglese 11 in quella in spagnolo, 51 in quella in francese, a cui vanno aggiunte le 196 firme raccolte a Rialto e le 70 a San Polo, sabato scorso. Il comitato invita a firmare e far firmare la petizione popolare, cliccando nel sito delle petizioni on line http:www.petizionionline.itpetizionepetizione-popolare-fuori-dalla-laguna- lenaviincompatibili6937, coinvolgendo anche amici e parenti all'estero per ottenere una pressione ancora maggiore. La petizione, come noto, non chiede soltanto che vengano svolti al più presto degli «studi autorevoli e indipendenti» in grado di stabilire quali navi siano «incompatibili con il benessere della città e con il recupero morfologico della laguna», ma anche «che si stabilisca una soglia totale di sostenibilità giornaliera turistica, e che anche al crocerismo ne venga assegnata una quota invalicabile».
VENEZIA - Crociere, appello di 4.500 operatori. Nasce un comitato per difendere le crociere in laguna.
Il comitato "Pro grandi navi" ha raccolto in poco tempo 4.500 firme di sostegno alle grandi navi da crociera che operano a Venezia. Allo stesso tempo, il comitato "No grandi navi" ha superato le mille firme in soli quattro giorni. I due comitati si sono incontrati per discutere del tema, con il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Fedalto che ha sottolineato che il Porto di Venezia non deve affondare anche se il sentimento popolare non è unanime. Il comitato "Cruise Venice" sostiene che le grandi navi sono una risorsa per la città e contribuiscono alla salvaguardia del patrimonio veneziano.
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