Si riaccende la "guerra" dei Bronzi dorati di Cartoceto. E, come nel 1988, si torna a parlare di barricate vere, 24 anni fa erette con calce e mattoni, due parlamentari del Pci e del Msi fra i "muratori". Oggi come allora, la popolazione di Pergola (Pesaro Urbino) non vuole saperne di cedere al Museo archeologico nazionale delle Marche, con sede ad Ancona, il gruppo scultoreo di epoca romana, risalente al I secolo d.C., riaffiorato per caso in un campo di Cartoceto nel 1946. Rappresentano una figura femminile con il volto di donna anziana, una figura maschile e due cavalli: forse personaggi della famiglia di Augusto caduti in disgrazia, 11 Comitato tecnico scientifico del Ministero dei Beni culturali, incaricato di esprimere un parere su questa querelle infinita, ha detto "stop" al pendolarismo fra le due città, «estremamente dannoso per le statue. E poiché le sculture «non sono più contestualizzabili, e a suo tempo furono oggetto di trafuga-mento., per la «migliore comprensione del bene e per problemi di conservazione e sicurezza vanno collocate nella principale collezione archeologica del territorio.. Cioè il museo di Ancona, dove una teca climatizzata costata 600 milioni di lire le aspetta. Ma il direttore regionale dei Beni culturali Lorenza Mochi Onori non aveva ancora finito di leggere alle parti il parere dell'organismo ministeriale, che il sindaco di Pergola Francesco Baldelli ha dato fuoco alle polveri. Minacciando atti di «resistenza legale e politica., la «mobilitazione della popolazione., una richiesta di risarcimento danni milionaria per «le spese di allestimento del "Museo dei Bronzi dorati" a Cartoceto. «Lo abbiamo costruito - ricorda Baldelli- perché nel 1993 un decreto dell'allora ministro Alberto Ronchey aveva assegnato a noi le statue.. Sarà difficile mettere d'accordo i contendenti.