La decisione dopo le dimissioni del Cda arrivate senza aspettare la risposta alle spiegazioni chieste dal ministro Alla guida del Maxxi, il museo delle arti contemporanee aperto a Roma due anni fa, arriva il commissario. Si tratta di Antonia Pasqua Recchia, che già ricopre la carica di segretario generale del ministero dei Beni culturali. La decisione è stata presa ieri dal ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, dopo che il presidente della fondazione del Maxxi, Pio Baldi, aveva rassegnato le dimissioni, seguito a ruota dagli altri due componenti del consiglio di amministrazione, Roberto Grossi e Stefano Zecchi. Tutto è avvenuto a pochi giorni dalle attese risposte del ministero alle controdeduzioni che il Cda del Maxxi aveva spedito a via del Collegio Romano per spiegare come mai l'ipotesi di commissariamento fosse fuori luogo. E anche questo precipitare degli eventi non fa che aggiungere ulteriori elementi di incertezza a una vicenda che presenta più di un aspetto poco chiaro. Intanto la decisione dei Beni culturali di commissariare la fondazione, che viene resa nota il 13 aprile con un comunicato stampa che coglie di sorpresa anche i diretti interessati. E questo nonostante - hanno successivamente avuto modo di spiegare i rappresentanti del museo - fossero state inviate al ministero quattro lettere (due all'ex ministro Giancarlo Galan e due a Ornaghi) chiedendo di discutere del futuro del Maxxi. In secondo luogo, le responsabilità attribuite al Cda della fondazione: non avere approvato il bilancio di previsione 2012 e aver registrato nei conti 2011 un buco di u milioni di euro. Passivo che - spiegano al ministero - è dovuto anche all'incapacità degli amministratori di recuperare risorse private, dopo aver speso i 7 milioni di contributi statali stanziati per far partire il museo. A partire da quest'anno - dicono ai Beni culturali - gli aiuti pubblici saranno di soli due milioni di euro. Una cifra impossibile per far funzionare il museo, replica il Cda del Maxxi, che contesta anche il disavanzo (nel bilancio 2011 è registrata una perdita di 7oomila euro, coperta da un fondo di riserva) e precisa che la quota di autofinanziamento è al 59 per cento. Quella "spacciata" come passività - si difendono gli amministratori del museo - è in realtà il fabbisogno per il triennio 2012-2014. Argomentazioni che vengono formalizzate nelle controdeduzioni inviate qualche giorno dopo l'annuncio del cornmissariamento e alle quali il ministero avrebbe dovuto rispondere entro 20 giorni. Dunque, in settimana. Invece, il dialogo - se mai ce n'è stato uno - si è interrotto e quella che a metà aprile era solo un'ipotesi, è diventata realtà. Il commissario è arrivato. Per ora ha un mandato di quattro mesi, con il compito «di fare tutto il possibile - afferma Recchia - per permettere che il museo vada avanti con un programma scientifico di alto livello e mantenga il suo prestigio in campo internazionale».