"Il circuito del mito", ha eletto il dio dei commerci come divinità protettrice La Sicilia è carica di segni inequivocabili e diversi, distinguibili anche se sovrapposti, lasciati dagli architetti della Magna Grecia, dagli interpreti della cultura araba, dai costruttori della civiltà normanna o dagli ideatori della stagione barocca. Ora è sotto il segno della forza unificatrice della diversità che le opere di Giò Pomodoro, Pino Pinelli, Jiménez Deredia e Gian Marco Montesano saranno esposte a Taormina, Lipari, Trapani e Palermo in una rassegna che, al via da oggi (eccezion fatta per lantologica di Pinelli, aperta dal primo giugno) si concluderà l8 luglio. Una città a testa per quattro autori provenienti da ambiti geografici e stilistici differenti. Ma riuniti, per la cura di Massimiliano Simoni, sotto lidea del "Mito contemporaneo". E secondo una prassi che spinge larte di oggi a confrontarsi con le presenze del passato nei luoghi della storia. Finanziata dalla Regione Sicilia, assessorato al Turismo, sport e spettacolo, la mostra, che rientra nel cartellone "Il circuito del mito", ha eletto Hermes come divinità protettrice. Il dio dei commerci, il messaggero dellOlimpo, è figura ricorrente nella produzione di Giò Pomodoro (1930-2002). Proprio dalla struttura dellerma greca, lartista marchigiano è andato articolando una linea che ricerca la velata presenza della forma umana nel viluppo della materia di matrice informale. Negli spazi del teatro greco e della sconsacrata chiesa di San Francesco di Paola, del parco archeologico di Naxos e del centro storico, ecco esposti la Forma distesa in bronzo del 1964, il Sole Produttore in marmo rosso del 1975, e poi le sculture degli anni Ottanta di più dichiarata derivazione classica: lErma in pietra di Trani e i marmi Erma Ctonia, Hermes Afrodite, Ekateion. Tra il dorico di Segesta, la città vecchia e laeroporto di Trapani trova posto invece la produzione scultorea di Deredia, che giunge in Sicilia dopo la mostra allestita nel 2009 al cospetto dellantichità e delle piazze di Roma. Lartista costaricano, classe 1954, propone monumentali gruppi in bronzo in cui al tema della Genesi si associa lispirazione classica del Flautista fino ad arrivare, seguendo una linea di sintesi della figurazione, alla definizione di pura Armonia del marmo. Pittoriche sono le due altre proposte della mostra "Il mito contemporaneo". La Sala Gialla del Teatro Politeama di Palermo è lo spazio adatto per linterpretazione volutamente retrò della storia di Gian Marco Montesano. Nato a Torino nel 1949, esponente della tendenza che filtra la pittura attraverso il linguaggio dei media, lartista propone una selezione di olii che, dagli anni Novanta a oggi, rileggono il Novecento dei totalitarismi attraverso colori, foto, filmati e slogan dellepoca: da Fischia il figlio del vento del 1993 alle Storie del bosco viennese del 1994, dal Requiem tedesco del 1999 a Credere, Obbedire, Danzare (2009), fino ai 100 quadri del 2008 che compongono linstallazione Padiglionitalia esposta alla Biennale di Venezia. Carattere installativo, ma secondo una logica diametralmente opposta, ha anche la pittura di Pino Pinelli che nella chiesa di Santa Caterina e al Museo archeologico di Lipari documenta 40 anni di attività nel segno dellastrazione. Catanese di nascita (1938), Pinelli si è formato nella Milano degli anni Sessanta dominata dallo spazialismo di Fontana. E la rottura dellunitarietà della tela per una diffusione disseminata del colore nello spazio, sono le dominanti del suo linguaggio. Abbinati o disposti in trittico, i monocromi di Pinelli acquistano una valenza plastica, persino architettonica nel riecheggiare le metope classiche. Nella scelta di pigmenti vellutati il pittore fa scoprire la dimensione tattile ed epidermica della pittura che si fa ambiente.