Non cè pace per il patrimonio arboreo cittadino, già messo a dura prova dallattacco del terribile Ryncohophorus Ferrugineus, comunemente conosciuto col nome di Punteruolo rosso che ha distrutto migliaia di palme ornamentali della penisola e della regione. Ora sono i pini ad essere presi dassalto da un qualche organismo nocivo, evidentemente estraneo al nostro habitat, che sta causando allarmanti fenomeni di sofferenza e di moria di pini in varie zone della nostra città, notoriamente povera di verde, quali il quartiere di San Cataldo e la pineta di S. Francesco. I maestosi pini del viale adiacente la pineta e numerosi allinterno della stessa, presentano segni evidentissimi di ingiallimento ed essiccamento delle chiome e degli apici vegetativi. I danni a carico dei germogli e dei tronchi scortecciati e con fori di sfarfallamento, cioè di uscita dellinsetto adulto, sono visibili ormai in maniera assai preoccupante, inoltre gli alberi in breve tempo disseccano e muoiono. Il fenomeno, pur se ancora non manifestamente evidente, coinvolge anche i bellissimi e secolari pini circostanti il Castello Svevo e quelli presenti ai margini dei viali cittadini. Analoga situazione pure fuori dal centro urbano, sulla statale verso Savelletri-Fasano, tanto per citarne una. Il rischio è che possa trattarsi di uninfestazione del Blastofago, Tomicus Piniperda, coleottero nero, tra le categorie dei parassiti più pericolosi del pino. Penetrando attraverso un foro dentrata nella corteccia dei tronchi, scava gallerie dove vengono deposte uova da cui si schiudono le nefaste larve che divorano midollo e germogli dellalbero. Come il Punteruolo rosso anche il Blastofago Tomicus è stato probabilmente introdotto in Italia attraverso materiali vegetali dimportazione e piante malate. Non cè limite ai danni derivanti dal mercato globalizzato senza regole! Il nostro habitat non è in grado di fronteggiare lattacco micidiale di parassiti finora del tutto sconosciuti, che finiscono per creare perniciosi squilibri nei nostri ecosistemi, resi fragili inoltre dallazione dei mutamenti climatici e la natura, sottoposta allassedio della "civiltà" stenta a rigenerarsi e a conservarsi. " I coloni rovinavano la foresta costruendo il capolavoro delluomo civilizzato: il deserto" (Luis Sepùlveda). È necessario, dunque, che vengano eseguite urgentemente indagini in relazione ai fenomeni di vistoso deperimento delle piante, talmente progressivi da far temere gravissimi cambiamenti negli equilibri di interi ecosistemi arborei e non solo. Di qualsiasi infestazione si tratti, essa potrebbe determinare nella nostra città un gravissimo scadimento della qualità del patrimonio ambientale urbano ed essere devastante per le pinete della nostra regione, causare una situazione di desertificazione del nostro territorio il cui patrimonio boschivo è già compromesso da cementificazione selvaggia, incendi, disboscamenti dissennati. La parola e lintervento urgente, ora, agli esperti dei Servizi fitosanitari regionali. insegnante