I 29 reperti archeologici erano stati recuperati in mare. In parte sono integri Gibellina.Ancore litiche ellenistiche, una contromarra in piombo di epoca romana, anfore ellenistiche, romane e medievali sono state sequestrate dai carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale di Palermo e della locale Stazione a casa di un uomo appassionato di immersioni subacquee che è stato denunciato per ricettazione e impossessamento illecito di reperti archeologici. I reperti archeologici, 29 pezzi, sono risultati recuperati in mare. In parte sono integri e la loro datazione va dall'età del bronzo al XII secolo dopo Cristo. Il ritrovamento dei reperti e il loro sequestro, effettuati dai militari dell'Arma in seguito a una perquisizione svolta nell'abitazione dell'uomo poi denunciato, risale ad alcune settimane fa ma la notizia è stata diffusa soltanto ieri. I carabinieri hanno annunciato che con l'arrivo dell'estate, periodo in cui le azioni di depredamento dei siti archeologici sommersi si moltiplicano, intensificheranno i controlli nei siti marini anche della provincia di Trapani in cui si conservano importanti reperti archeologici. Per questo tipo di servizi saranno utilizzati militari del reparto speciale di Tutela del patrimonio culturale, delle motovedette e del Nucleo carabinieri subacquei. A loro si uniranno esperti della Sovrintendenza del mare a cui gli oggetti recuperati a Gibellina saranno affidati. Non è la prima volta che le forze dell'ordine recuperano reperti archeologici a casa di persone che non ne avevano segnalato il possesso. Negli anni passati altri sequestri sono avvenuti a Pantelleria, Erice, Mazara e Marsala. Nella Perla nera del Mediterraneo i reperti archeologici venivano tenuti in un dammuso e a Erice in due esercizi commerciali. Margherita Leggio 10052012