L'interpretazione delle norme è fumosa nLe ipotesi sulla difficoltà di interpretazione delle norme edilizie ed urbanistiche è più che plausibile, ricordo che pochi giorno fa si è tenuto proprio a Livorno un seminario per addetti ai lavori su come applicare ed interpretare la legislazione urbanistica nazionale regionale e locale, ebbene in quella circostanza un tecnico comunale di un comune vicino dimostrò come i titoli amministrativi (concessioni, permessi ecc.) per interventi in edilizia fossero una dozzina di tipi, quando gli architetti della regione presenti ne conoscevano solo otto. Ogni volta che qualcuno, stato, Regione o Comune ha detto di voler semplificare ha sempre, dico sempre, prodotto complicazioni. Sembra che ora la Regione voglia fare un "glossario" di termini, una specie di vocabolario per uniformare almeno la terminologia, e speriamo che magari i burocrati incaricati del lavoro si leggano una analoga iniziativa presente su Internet presa dalla Agenzia del Territorio (leggi catasto) perché il cittadino possa capire di cosa si parla quando si parla di case. Alla difficoltà interpretativa si somma talvolta una visione che, per eufemismo, chiamo burocratica di alcuni tecnici comunali, posso provare alcune stravaganze come quella di richiedere la verifica della superficie permeabile del suolo per costruzioni sulla scogliera, o quella di considerare illegittimo il distacco sismico tra fabbricati laddove si parla di costruzioni in aderenza. Anche i tempi dell'organizzazione comunale hanno la loro importanza, per parlare con in tecnico istrutture di una pratica erano necessarie un paio di settimane di preavviso, non so quali siano i tempi con le nuove procedure informatizzate e comunque non esiste procedura che possa sostituire un colloquio diretto. Questo non toglie che ci possano essere anche casi di diversa valenza penale, ma è compito del giudice valutare, restiamo curiosamente in attesa. Roberto Rossomanno Architetto Intervento2 Sospetti anche altrove Fate qualcosa in Via del Viperaio: un quartiere vero e proprio, visibilissimo dalla città, con casamenti di tre piani, costruiti utilizzando un'indice fondiario bassissimo (0.1 mqmq). C'è da chiedersi chi abbia fatto i conti. La Soprintendenza che dovrebbe tutelare il paesaggio che tipo di parere ha dato? C'è inoltre da verificare la rispondenza del Piano strutturale con il successivo Regolamento Urbanistico: i due perimetri non si sovrappongono. Anzi l'area edificabile si triplica almeno passando dal Piano Strutturale al Regolamento urbanistico Alla faccia della conformità urbanistica. Via Ombrosa: si poteva costruire utilizzando la sola superficie piastrellabile esistente (un piccolo casolare). È stata realizzata una corposa lottizzazione di sei 6 ville, ciascuna delle quali (guardando Google) è grande almeno quanto il precedente manufatto. C'è da chiedersi chi abbia fatto i conti. Esistono decine di casi simili, senza contare la città sospetta della Padula ( dove non vigono le regole comuni) e gli altri episodi del Limoncino ecc. A volte è utile anche il controllo a posteriori, per non perdere del tutto la faccia. Fate qualcosa. Alfredo Rossitto
LIVORNO - URBANISTICA - Inchiesta della Procura a Montenero
La Regione ha deciso di creare un "glossario" di termini per semplificare la terminologia urbanistica e ridurre la difficoltà di interpretazione delle norme edilizie. Tuttavia, alcuni tecnici comunali continuano a produrre complicazioni e a richiedere verifica di dettagli come la superficie permeabile del suolo per costruzioni sulla scogliera. Alcuni casi di costruzioni non conformi sono stati segnalati, come ad esempio la lottizzazione di sei ville in Via Ombrosa, che non rispettano la superficie piastrellabile esistente. La Regione e i comuni devono lavorare insieme per risolvere questi problemi e garantire la conformità urbanistica.
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