La sentenza Il giudice di Capri ha condannato Luca di Montezemolo a un anno di reclusione per i lavori ritenuti abusivi nella villa di Anacapri dove il presidente della Ferrari trascorre le vacanze. Montezemolo è stato riconosciuto responsabile della violazione della normativa edilizia e paesaggistica ma assolto dallaccusa di falso. La pena sarà sospesa se sarà completata la demolizione, già avviata, delle opere. Gli avvocati Alfonso e Guido Furgiuele annunciano ricorso in appello e parlano di «sentenza eccessiva». MARTEDÌ, 08 MAGGIO 2012 la repubblica - Napoli I lavori nella villa di Anacapri. Il presidente della Ferrari assolto dal falso, pena sospesa se completerà la demolizione Condanna a un anno di reclusione per i reati edilizi e paesaggistici, assoluzione per le ipotesi di falso. Si chiude così il processo che ha visto il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo imputato a Capri per i lavori di ristrutturazione eseguiti nella villa di Anacapri dove trascorre da anni le vacanze estive. La sentenza è stata emessa ieri pomeriggio dal giudice della sezione distaccata dellIsola Azzurra Alessandra Cataldi. Stessa pena per laltro imputato, Francesco Saverio Grazioli, amministratore della società Fisvi, ritenuta controllata dal Montezemolo, che nel 2003 acquistò limmobile poi dato in locazione al presidente della Ferrari. Il pm Milena Cortigiano, del pool coordinato dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara, aveva una pena lievemente superiore, un anno e tre mesi. Il giudice ha invece escluso il reato di falso con la formula «per non aver commesso il fatto», concedendo la sospensione della pena subordinata al ripristino dello stato dei luoghi, peraltro già avviato da Montezemolo con la demolizione di parte delle opere ritenute abusive, unautorimessa trasformata in casa del custodi e una dependance realizzata al posto di un vecchio rudere. Il presidente della Ferrari era assistito dagli avvocati Alfonso e Guido Furgiuele, che parlano di sentenza «eccessiva» e annunciano ricorso in appello. Soddisfatto invece il procuratore aggiunto De Chiara: «È stato riconosciuto il lavoro della Procura». Montezemolo si è difeso sottolineando di non aver seguito personalmente i lavori a causa degli impegni di lavoro, e di essersi pertanto affidato a Grazioli e al direttore dei lavori, che ha patteggiato la pena già da tempo. (d. d. p.)