I residenti diffidano il Campidoglio: rinunci subito al progetto "Lopera così comè è irrealizzabile La ditta vincitrice può chiedere un risarcimento" Dalle proteste con le lenzuola appese alle finestre, il "caso" del sottopasso dellAra Pacis approda in tribunale. Il limite di 30 giorni fissato dalla legge per laggiudicazione definitiva dellappalto sarebbe ormai scaduto, ma ancora non cè stata da parte del Campidoglio una formale rinuncia al progetto né il procedimento sarebbe ancora stato chiuso. Per questo 18 associazioni del centro storico hanno presentato una diffida al sindaco: «Linerzia degli uffici può causare un ingente danno erariale alle già provate casse capitoline: fino a 25 milioni di euro. Ora il Campidoglio faccia chiarezza». E cè di più: con un esposto, è stato chiesto lintervento della sezione di controllo della Corte dei Conti e dellAvcp (Autorità di vigilanza sui contratti pubblici) perché per il progetto del sottopasso e del parcheggio interrato non è mai stato svolto uno studio di fattibilità completo ed approfondito. I lavori della conferenza dei servizi sono stati chiusi lo scorso 21 febbraio. Il verbale riporta una serie di pareri e prescrizioni al progetto del gruppo Todini spa, che ha vinto la gara, con richieste di modifiche di tale entità ed importanza da stravolgere il piano originario. Dalla data di chiusura dei lavori, i trenta giorni per laggiudicazione definitiva sono ormai decorsi. Il rischio segnalato dalle associazioni è che, in mancanza di un provvedimento del Comune, che chiuda il procedimento e dichiari di rinunciare al progetto, possa scattare - con un meccanismo equivalente al silenzio-assenso - laggiudicazione definitiva dei lavori a favore di Todini spa, come prevede il Codice degli appalti pubblici. Il progetto, però, così comè non può essere realizzato, visti i tanti pareri espressi dai diversi uffici tecnici e dalle Soprintendenze. «Il pericolo - sottolinea Roberto Tomassi, del Coordinamento residenti centro storico - è che si apra un contenzioso con la ditta appaltatrice, che può chiedere al Comune un notevolissimo risarcimento danni (almeno 25 milioni di euro) nel caso il progetto non venisse realizzato. Tutte le problematiche emerse in sede di conferenza di servizi avrebbero potuto essere rilevate prima di dare corso alla gara: sarebbe così emersa limpossibilità di procedere ai lavori. Invece il Comune si è infilato in un vicolo cieco, e ha già speso notevoli risorse umane e finanziarie per unopera irrealizzabile». A ribadire i "limiti fisici" del progetto è Antonio Tamburrino, ex consulente del Campidoglio per il piano strategico della mobilità: «La pendenza delle rampe del 10, il collettore delle acque basse e i resti archeologici che insistono nellarea sono limiti invalicabili. Già con i lavori della teca il piano fu modificato allultimo momento perché furono trovati dei lastricati marmorei di epoca augustea. Lì sotto, con ogni probabilità, cè il porto di Augusto».
ROMA - "Stop al sottopasso d ROMA - "Stop al sottopasso dellAra Pacis o si rischia un danno da 25 milioni"ellAra Pacis o si rischia un danno da 25 milioni"
Il Campidoglio romano è stato diffidato da 18 associazioni del centro storico per non aver segnato la rinuncia al progetto "Lopera" del sottopasso dell'Ara Pacis. Il progetto, vinto dalla ditta Todini spa, è considerato irrealizzabile a causa di limiti fisici e di problemi archeologici. Il Campidoglio ha già speso risorse umane e finanziarie per l'opera, ma non ha segnato la rinuncia entro i 30 giorni previsti dalla legge. Le associazioni hanno chiesto l'intervento della Corte dei Conti e dell'Avcp per verificare se il progetto è stato svolto in modo corretto.
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