ENNA PIAZZA ARMERINA. (rapa) «II rischio oggettivo perla Villa Romana del Casale, andando avanti così, è di perdere i finanziamenti». Perii deputato regionale Carmelo Tumino, esponente della Margherita, componente della commissione Beni culturali all'assemblea regionale, «bisognerà subito coinvolgere le grandi organizzazioni di tutela del patrimonio culturale, dal Fai allo stesso Unesco». Le Finanziaria regionale a dicembre ha autorizzato la giunta regionale «a nominare un Alto Commissariato per la Villa Romana del Casale», con pieni poteri sulla gestione, pari a quelli del dirigente generale del Dipartimento regionale dei Beni culturali. Si attende la nomina da parte della giunta. Candidato unico il critico d'arte Vittorio Sgarbi. «Non c'è più il tempo tecnico per fare una gara di progettazione per la copertura. L'onorevole Sgarbi, se sarà nominato, dovrà dare incarico di progettazione al Centro regionale del restauro o alla Soprintendenza di Enna, si tornerà, in pratica, alla situazione di gennaio dell'anno scorso», sottolinea Tumino. «Perso il tempo si rischierà di perdere il finanziamento», aggiunge. Nominato lo scorso 9 luglio, con deliberazione della giunta regionale, «Coordinatore generale di tutti gli interventi da realizzare per la conservazione, la tutela e la valorizzazione della Villa Romana del Casale», Sgarbi aveva vissuto sei mesi senza poteri reali. Il 22 dicembre 2003 è la data in cui il sito archeologico è stato inserito tra gli interventi da finanziare con fondi europei. In tutto 18 milioni e 277 mila euro previsti dal Por-Sicilia 2000-2006, il Programma operativo regionale della Sicilia approvato dalla Commissione europea. Il 31 dicembre 2008 la data entro la quale devono essere completati i lavori per non perdere i fondi. Poi ci sono i 6 milioni di euro finanziati dal Pit 11, il Piano integrato territoriale a regia Provinciale, per la sistemazione dell' area commerciale esterna alla Villa. I due finanziamenti dovrebbero correre insieme per non intralciarsi a vicenda e rendere compatibili i lavori con la presenza dei turisti. «Intanto è certo che non ci sarà la disponibilità di quei quattro milioni di euro in più, rispetto ai 18,2 milioni già assegnati, promessi per il restauro del mosaico», fa sapere Tumino, secondo il quale «il ruolo di Sgarbi resterà sempre confuso e fonte di contenzioso». Uno dei contenziosi prevedibili sarà quello con il consiglio comunale, a maggioranza ulivista, sul compenso al Commissario. «Il compenso, da stabilirsi nel decreto di nomina, graverà sulle somme dovute al Comune di Piazza Armerina», recita l'emendamento approvato dall'assemblea regionale, riferendosi al 30 per cento degli incassi del sito archeologico per legge destinati alle casse comunali. Sgarbi e la sua attività, quindi, dovranno essere pagati con fondi comunali. Lo stesso emendamento, però, consente di superare il limite del 30 per cento da assegnare alle finanze comunali, consentendo anche percentuali superiori «da stabilirsi con successiva convenzione da stipulare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge». E sulla convenzione non è difficile immaginare le divisioni e la rivendicazione reciproca dei ruoli tra sindaco, consiglio comunale e assessorato regionale ai Beni culturali.