Nel settore immobiliare l'internazionalizzazione è a flusso alternato: il real estate gli italiani lo esportano come progettisti, architetti, ingegneri, ma anche come imprese capaci di innovazioni clamorose (come non ricordare quel che fu un gioiello italiano come Pemasteelisa, oggi in mani straniere, che con i suoi rivestimenti per edifici ha ricoperto dal Museo Guggenheim di Bilbao alla Sydney Opera House). E, all'inverso, cercano di calamitare investimenti internazionali su disegni di riqualificazione urbanistica, recupero di aree, sviluppo immobiliare o messa a reddito, per esempio, di estesi shopping mall. Percorrendo questo flusso concettuale Eire (Expo Italia Real Estate), la più grande manifestazione internazionale italiana nel settore del Real Estate, dal 5 al 7 giugno in Fieramilano Rho, si è inventata il primo libro bianco sul "the best of Italy" immobiliare. Un ebook per la precisione, che cataloga i principali cento progetti (nuove residenze, poli logistici, centri commerciali, parchi divertimenti, strutture turistiche, riqualificazioni urbane) del Belpaese. Tra questi c'è il Citylife di Milano per la riqualificazione dell'area exfiera, l'hub logistico di Fara Sabina a Roma, l'outlet MID di Fiumicino, Palazzo Diedo, per realizzare un centro shopping proprio a Ponte di Rialto, o la riqualificazione urbana degli ex gasometri sempre a Venezia per costruire appartamenti e negozi. E poi il lungomare di Ostia, il City Museum sempre nella capitale, nei pressi dell'area archeologica, con tanto di store, hotel di lusso, ristoranti, parcheggi ed aree verdi. "E' stato un lavoro importante afferma Antonio Intiglietta presidente e ad di Ge.Fi. la società che realizza Eire che consente con trasparenza di valorizzare il nostro patrimonio pubblico e privato e di rendere precise le opportunità che questo paese offre agli investitori stranieri". L'interesse non manca. Eire dopo aver presentato parte di questi progetti a Pechino è riuscita a portare la Cina a Milano all'expo del real estate. "E' la prima volta che una delegazione cinese così numerosa arriva in Europa, passando per l'Italia, per valutare ed eventualmente finanziare le opportunità di sviluppo sul territorio", annuncia Intiglietta. I cinesi arrivano grazie all'accordo siglato tra GeFi e China Milan Equity Exchange Srl (Cmex), la società licenziataria per l'Italia di China Beijing Equity Exchange (Cbex), un istituto che opera sotto la supervisione dell'agenzia del Consiglio di Stato cinese che vigila sull'amministrazione delle imprese pubbliche. Cbex è il maggiore gestore delle privatizzazioni di imprese pubbliche nell'ex Celeste Impero e cura oltre quattromila operazioni di MA all'anno, per un controvalore complessivo superiore ai dieci miliardi di Euro. "Gli interessi degli investitori cinesi sul mercato realestate italiano si legge in una nota di Eire riguardano prevalentemente infrastrutture, logistica, nodi strategici e turismo; le loro richieste sono spesso veicolate tramite canali istituzionali, come la piattaforma CbexCmex. Sull'Italia il dialogo potrebbe aprirsi anche in merito alla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, oggetto dell'Articolo 27 del cosiddetto Decreto Salva Italia varato dal governo Monti". Ma si sa, l'Italia non è un approdo confortevole e accogliente per i capitali stranieri. Anche per questo, prosegue Intiglietta, "con Assoimmobiliare, Aspesi e Federimmobiliare porteremo durante Eire una proposta di legge quadro sull'urbanistica, per ridare un linguaggio comune al nostro Paese". E poi c'è il percorso tradizionale dell'internazionalizzazione, e cioè portare l'italian style nei progetti immobiliari sparsi in giro per il mondo: "In Fiera ci saranno molti paesi esteri che promuoveranno progetti sul loro territorio conclude Intiglietta pensiamo che questo sia un modo per mettere in contato i nostri imprenditori con delle opportunità al di fuori del mercato italiano. Il real estate italiano può risollevarsi solo se guadagna un orizzonte internazionale".