Bando europeo per cercare finanziatori. Niente maxi affissioni VENEZIA - Cercasi sponsor per Rialto. Il Comune mette a bando il restauro del ponte sul Canal Grande, simbolo della città nel mondo. Con 5, al massimo 7 milioni di euro, i privati potranno fregiarsi del titolo di benefattori di Rialto, come Diego Della Valle, patron di Tod's, con il Colosseo. Il restauro del ponte cinquecentesco inaugurato dal doge Pasquale Cicogna tra mille polemiche - i detrattori erano convinti che sarebbe crollato - sarà infatti simile a quello dell'anfiteatro capitolino: il pubblico esegue l'intervento e i privati lo pagano in cambio di pubblicità. La campagna mediatica sarà in mano a Venezia marketing eventi, ma niente maxiaffissioni o corse per vendere gli spazi pubblicitari. Della necessità di rimettere a nuovo pietra d'Istria, gradini e balaustre in modo definitivo se ne parla ormai da anni e ieri la giunta ha dato il via libera al bando internazionale per la ricerca di uno o più mecenati disposti a investire tra i 5 e i 7 milioni di euro in cambio di pubblicità sui cantieri, eventi in location storiche veneziane e comunicazione promozionale su vaporetti e magari al parking comunale di piazzale Roma. Guai a parlare di maxiaffissioni in stile piazza San Marco. Per Rialto si seguirà la strada indicata dal governo nella legge sulle semplificazioni e il modello che ha permesso di restaurare velocemente palazzo Ducale va in pensione. Qui l'impresa Dottor Group ha pagato e portato a termine i restauri vendendo, sul contestatissimo «Cielo dei sospiri» di Oliviero Toscani, spazi pubblicitari. «I lavori saranno seguiti e portati avanti dal Comune di Venezia, il responsabile sarà l'architetto Roberto Benvenuti dei Lavori pubblici - spiega l'assessore Alessandro Maggioni - e per la pubblicità sarà usata solo l'area di cantiere senza nuove affissioni». Se lo sponsor proporrà pubblicità troppo invasive, Ca' Farsetti dirà no. «Avremo potere di veto - continua Maggioni - nel bando allegheremo studio di fattibilità e un primo parere di Sovrintendenza e Direzione regionale per i beni culturali che seguiranno con noi l'intervento». Per tutta l'estate gli esperti del Comune faranno indagini subacquee, strutturali e sondaggi in campo San Bartolomio e in Ruga Rialto per raccogliere informazioni puntuali e redigere il progetto di restyling vero e proprio. Già oggi però sono stati organizzati i cantieri: il lavoro durerà 18 mesi e si svolgerà in quattro lotti per ridurre al minimo i disagi a commercianti, turisti e veneziani. «Per la torre dell'Orologio abbiamo usato la casetta sopraelevata - spiegano i tecnici dei Lavori pubblici - potremmo utilizzare un sistema simile». L'obiettivo di Maggioni è chiudere in bellezza il mandato della giunta Orsoni con l'inaugurazione del nuovo Rialto e, perchè no, dell'Accademia restaurata. Il metodo del bando pubblico sarà infatti utilizzato anche restaurare (non rifare) il ponte di legno con 3 milioni di spesa. Nelle prossime settimane la giunta approverà questa seconda gara, intanto però a fine mese sarà pubblicata quella di Rialto. Papabili mecenati? «A oggi nessuno ma siamo fiduciosi», dice l'assessore. Da un anno si parla di Renzo Rosso di Diesel, le trattative non sarebbero ancora concluse e ora c'è il bando. Nell'attesa l'11 maggio al Ducale si parla dell'unico intervento fatto dal '75 ad oggi: il consolidamento delle balaustre, «regalo» degli artigiani «tajapiera» alla città, che ieri nessuno ha citato.