Il Pm: non vedo spazi per un ricorso del Getty Il Museo Getty può ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo o di nuovo in Cassazione contro l'ordinanza del Gip di Pesaro Maurizio Di Palma che ha confermato la confisca della statua dell'Atleta vittorioso, attribuita a Lisippo, ma secondo il pm Silvia Cecchi l'ordinanza appare "blindata". "Vedo pochi spazi di manovra per il Getty, se non un ricorso per motivi dilatori". Confermando l'impianto della precedente ordinanza del Gip Lorena Mussoni, Di Palma riconosce la sussistenza dei reati ipotizzati dal pubblico ministero e dall'Avvocatura dello Stato, cioè l'esportazione illegale di un bene indisponibile dello Stato, ed extra commercium, anche se prescritti. La Fondazione Getty inoltre, argomenta il giudice, non può essere considerata un soggetto terzo estraneo al reato, nè in buona fede al momento dell'acquisto del bronzo, ripescato nel 1964 nelle acque di Fano e finito negli Stati Uniti dopo una serie di traversie e passaggi oscuri fra antiquari e intermediari. Inoltre, in base all'art. 174 del D.Lgs n. 42 del 2004, la confisca speciale del bene culturale è "obbligatoria", e ha un valore "recuperatorio", non di sanzione nei confronti del Museo. "Una ricostruzione puntuale quella del Gip" dice la Cecchi, che preparerà una nuova richiesta di rogatoria internazionale da trasmettere al ministero della Giustizia, sostanzialmente conforme a quella inoltrata dopo l'ordinanza di confisca del 2010 firmata dalla Mussoni. Prima che il Getty ottenesse dalla Cassazione il rinvio degli atti ad uno nuovo Gip per un'udienza in contraddittorio fra le parti. Verosimilmente, il Getty farà leva sul diritto alla difesa per appellarsi alla Corte europea, o cercherà di prendere altro tempo con un nuovo ricorso in Corte di Cassazione. A meno che, anche se la cosa appare improbabile dopo un contenzioso che si trascina da decenni (l'Atleta vittorioso apparve per la prima volta nel 1974 fra le collezioni del museo), la Fondazione non decida di mollare la presa, e restituire l'opera, acquistata per 3,9 milioni di dollari alla morte del fondatore del trust Paul Getty, che non aveva voluto saperne di comprare un reperto dalla provenienza così controversa. Altra possibile via per il ritorno del Getty Bronze, un'azione civilistica che lo Stato italiano potrebbe intentare nei confronti della California, costituendosi "parte attrice" attraverso l'Avvocatura dello Stato. Anche se resterebbe da stabilire quale diritto sia correttamente applicabile, se il diritto internazionale o quello italiano. Più facile che a chiudere la "guerra del Lisippo" sia, prima o poi, una trattativa diplomatica fra i due Stati.
Lisippo. "Presto la rogatoria"
Il pm Silvia Cecchi ha confermato l'impianto dell'ordinanza del Gip di Pesaro che ha confermato la confisca della statua dell'Atleta vittorioso, attribuita a Lisippo. Il pm riconosce la sussistenza dei reati ipotizzati dal pubblico ministero e dall'Avvocatura dello Stato, cioè l'esportazione illegale di un bene indisponibile dello Stato e extra commercium. La Fondazione Getty non può essere considerata un soggetto terzo estraneo al reato e non ha agito in buona fede. La confisca speciale del bene culturale è "obbligatoria" e ha un valore "recuperatorio". Il Getty potrebbe ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo o in Cassazione.
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