Figlio del critico Bruno e della scrittrice Tullia, ha al suo attivo progetti che esaltano il valore sociale del costruire, come i Boulevard dei bambini ROMA - È stato finalmente nominato il curatore del Padiglione Italia della XIII edizione della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Si tratta dell'architetto e urbanista Luca Zevi, 63 anni, figlio dell'architetto e critico Bruno Zevi e della scrittrice Tullia Zevi. Il ministero dei Beni culturali, che inspiegabilmente ha atteso per la scelta il giorno dopo la presentazione nazionale dell'Esposizione generale, ha spiegato che la decisione è conseguente a «una attenta valutazione comparativa» delle «idee progettuali presentate da dieci personalità del mondo dell'architettura contemporanea». Il ministro Lorenzo Ornaghi, «esprimendo vivo compiacimento per l'alta qualità della maggior parte delle proposte progettuali, si è dichiarato assai soddisfatto - si legge nella nota del Mibac - della scelta e convinto che Luca Zevi rappresenterà in modo innovativo e significativo il tema dell'architettura italiana contemporanea in rapporto allo sviluppo, alla sostenibilità ambientale e al rispetto del territorio». Nei prossimi giorni in una conferenza stampa il curatore incaricato illustrerà il suo progetto, che essendo a uno stadio abbastanza avanzato dovrebbe consentirgli di ovviare al ritardo con cui è arrivata la sua nomina. Luca Zevi ha lavorato alla rivitalizzazione di vari centri storici italiani e al restauro di edifici antichi. A Roma ha realizzato il Memoriale ai caduti del bombardamento di San Lorenzo ed è progettista del Museo Nazionale della Shoah. Per il Ministero degli Esteri ha contribuito a progetti di sviluppo in Albania e El Salvador. Ha diretto il Manuale del Restauro Architettonico (2001) e il Nuovissimo Manuale dell'Architetto (2003), e ha insegnato nelle università di Roma e Reggio Calabria. Zevi ha un profilo molto "sociale", in linea col tema scelto dal direttore della Biennale Architettura David Chipperfield "Common Ground' : il nuovo direttore del padiglione italiano si è impegnato infatti nella promozione del progetto "viali alberati del terzo millennio", che trasforma le grandi arterie in centrali lineari di produzione di energia rinnovabile, ed è inoltre il promotore del "Boulevard dei bambini", progetto di rimodulazione di un quartiere di Roma che considera il bambino il parametro per analizzare la qualità e la vivibilità dei nostri spazi urbani.