"I compiti di tutela questo Governo se li prende tutti» «No al separatismo serve piuttosto una grande città» «Falso affermare che c'è assenza di controllo sui progetti» E anche al ministero l'hanno presa male. Tanto male che il consigliere del ministro Lorenzo Ornaghi, Franco Miracco, ci tiene a mettere i puntini sulle "i". La sortita del console francese, insomma, ha "scomodato" anche il governo. «Ci sono due aspetti da tenere in considerazione: - attacca Miracco - da una parte un intervento fuori luogo pronunciato in un convegno come quello fatto da Gerard-Julien Salvy; dall'altra la delicata questione della conservazione e della tutela dei beni culturali in Italia, e in particolare a Venezia. E se è pur vero che non c'è stato alcun agguato premeditato alla città, dall'altra non possiamo tollerare, così come è stato detto dal console, ma anche da esponenti di Italia Nostra, che non vi sia alcun controllo sulla città e sui progetti che riguardano Venezia». Miracco elenca gli interventi effettuati solo negli ultimi mesi. «E che dire delle posizioni espresse su Ca' Corner della Regina? - spiega - E sul Ponte dell'Accademia? E ancor di più sul Fontego? I compiti sulla tutela della città questo governo se li sta prendendo tutti». C'è però un'altra questione che sta a cuore a Miracco ed è il turismo di massa. «Viviamo in un periodo che si può definire di "tsunami turistico", ma se ci fermiamo solo agli aspetti vistosi e di insofferenza, è evidente che non andiamo da nessuna parte. Quello che accade a Venezia, succede in ogni città del mondo. Avviene a Roma, a Firenze. Dovunque in Italia, in Europa e nel mondo. Basti vedere solo Barcellona». Miracco, però, chiarisce una questione di fondo: «Il problema maggiore, e che Barcellona ha risolto, è che lì è stata gestita la "trasformazione" del turismo, mentre a Venezia non è accaduto. La città non ha finora mai avuto gli strumenti adeguati per gestire la situazione. E invece si deve attrezzare non tanto, scegliendo di rinchiudersi in vetuste formule di separazione amministrativa, quanto puntando su una "Grande Venezia" capace di reagire con le proprie forze allo sviluppo massiccio del turismo».