Italia Nostra lancia l'allarme sulla tutela di ambiente e architettura Non solo Veneto City e Polo logistico, sotto accusa anche edilizia e scarsa manutenzione «Pubblico e privato devono collaborare» Rosanna Brusegan, referente di Italia Nostra in Riviera, invita amministrazioni comunali e privati a collaborare per la salvaguardia del territorio. MIRA. «Non ci sono solo Veneto City e il Polo Logistico. La Riviera del Brenta sta subendo tanti interventi "minori" che la colpiscono pesantemente nei suoi elementi significativi e identitari, tra fiume, rive, campagne, centri storici, ville e giardini. E un appello ai comuni, ma anche ai semplici cittadini, quello lanciato da Italia Nostra per la tutela della Riviera. «A conclusione della settimana dei Beni culturali - spiega Rosanna Brusegan referente di Italia Nostra per la Riviera del Brenta -, rivolgiamo un accorato appello affinché la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale sia inserita tra le priorità dei Piani di assetto del territorio attuati dalle amministrazioni locali, a fronte anche di elementi di degrado minore che minacciano il territorio». Accanto a singoli esempi positivi di salvaguardia, ve ne sono infatti altri che mostrano un'area pesantemente colpita. Italia Nostra ricorda la cementificazione che sta cancellando gli ultimi coni visuali sulla campagna («l'edificio incompiuto nell'urbanizzazione Ormenese a Ca' Tron di Dolo») e che annullerà la vista della laguna, «e un'area di 2 milioni e 267mi1a metri quadrati di interesse paesaggistico minacciata dal Polo logistico di Giare - Dogaletto», fino all'incuria e alla mancata manutenzione delle rive, «abbandonate per gran parte dell'anno». Italia Nostra punta il dito anche sul degrado del patrimonio e alcuni esempi non sono incoraggianti: gli oratori di Villa Scheid Solveni Gardani a Mira dove interni, tetto e le stelle dorate sull'arco d'ingresso sono andati perduti; Villa Mocenigo Carminati a Dolo; l'oratorio e la barchessa di villa Brusoni-Scalella; il parco vincolato di Villa Levi-Morenos a Mira trasformato in parcheggio, con danni vandalici arrecati alle sue statue. «Per non parlare - sottolineano a Italia Nostra - dell'uso diffuso di addobbare stabilmente con cordoni luminosi bordi di facciate di hotel e ristoranti, ubicati in ville storiche, orli di mura e cinte di giardini che stanno trasformando la Riviera in un "luna park"». Secondo l'associazione Veneto City e Polo logistico dimostrerebbero come prevalga ormai la "mercificazione del Bene" per fare cassa nell'immediato e nell'interesse economico di pochi. «Eppure sarebbe possibile costruire una realtà ambientale, culturale e socio-economica moderna con il concorso tra pubblico e privato, se uniti nell'interesse comune - ribatte Rossana Brusegan -. Vivere in Riviera del Brenta è un privilegio, poco percepito, che può essere riattivato se sono conosciuti, valorizzati e condivisi i suoi beni culturali e naturali».
Brenta. State uccidendo la Riviera
Italia Nostra ha lanciato un allarme sulla tutela dell'ambiente e dell'architettura nella Riviera del Brenta, che sta subendo interventi "minori" che la colpiscono pesantemente. L'associazione ha lanciato un appello ai comuni e ai cittadini per la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale. Italia Nostra ha evidenziato casi di degrado, come la cementificazione che cancella gli ultimi coni visuali sulla campagna e l'abbandono delle rive. L'associazione ha anche criticato l'uso diffuso di addobbare stabilmente con cordoni luminosi bordi di facciate di hotel e ristoranti, che stanno trasformando la Riviera in un "luna park".
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