«Le grandi navi? Auspico che escano quanto prima dalla laguna di Venezia. E spero di poter esaminare al più presto i progetti che possano consentire di realizzare le alternative». Così il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ai margini del convegno promosso dalla Fondazione Gianni Pellicani sul futuro di Porto Marghera. Clini dice di aver detto più e più volte e molto chiaramente quel che pensa a proposito delle grandi navi in bacino di San Marco. E taglia corto: «Auspico che già alla prossima riunione del Comitato per la salvaguardia di Venezia vengano portati progetti concreti. Le circostanze hanno impedito finora di agire in fretta per trovare una soluzione, ma mi aspetto che al più presto si passi ai priogetti.» Il decreto che è in fase di elaborazione prevede il divieto di transito nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca per le navi superiori a 40 mila tonnellate. Per San Marco il divieto scatterà non appena le autorità marittime (ovvero la Capitaneria di Porto ndr) avranno individuato vie alternative di transito». Insomma, ci vorrà del tempo. E soprattutto dovrà esserci il "nuovo" canale Contorta, che secondo l'Autorità Portuale, salvo complicazioni, potrebbe essere operativo dal 2013. Ma c'è anche una seconda parte del decreto che riguarda le "distanze di sicurezza". Il decreto Clini-Passera ha stabilito che sia sempre la Capitaneria di Porto, sentita l'Autorità Portuale, a definire all'interno di tutte le acque lagunari la distanza minima di sicurezza di accesso eo uscita per le navi sempre sulla base della stazza lorda.