Restaurati paramenti quattrocenteschi e un affresco attribuito a Rondani Un lavoro completo e rispettoso, della storia e della fede che in questo luogo ancora trovano spazio e tempo: ecco cos'è stato il ciclo di restauro che è stato inaugurato ieri alla Badia di Torrechiara. Un lavoro di équipe durato quasi quattro mesi e che è costato alla Fondazione Cariparma e alla presidenza del Consiglio dei Ministri circa 222mi1a euro. Architetti, restauratori, archeologi, chimici e petrografi, Mariangela Giusto della Soprintendenza ai Beni storici e artistici di Parma e Piacenza, Marina Ferrari della Soprintendenza ai Beni architettonici di Parma e Piacenza, Giovanni Signani e Barbara Zilocchi che hanno progettato e diretto i lavori, Esedra Resaturi e Mani Restauri: sono tanti i «padri» di questi attesi lavori. Gli interventi hanno riguardato il restauro dei paramenti esterni tardo quattrocenteschi, il fronte sul sagrato e due stanze interne del monastero con i loro affreschi. Uno in particolare, attribuito a Camillo Rondani, ha richiesto particolare cura e ha fatto da monito alle fasi di lavoro grazie all'invito all'operosità e alla prudenza che riporta come motto al suo interno. Nulla in fase di restauro è stato lasciato al caso. Ma c'è di più: questo è il primo caso a Parma e Piacenza in cui ogni momento di lavoro è stato monitorato al fine di essere inserito nel sistema Sicar del Ministero dei Beni culturali. Una volta inaugurati i lavori, sarà possibile ripercorrerli in ogni loro passaggio. «Da oltre 10 anni la Soprintendenza segue questo luogo - ha concluso la Zilocchi -. Campanile, belvedere, chiostro, foresteria sono stati sistemati nel tempo. L'abbazia inoltre offre un percorso museale e un salone per conferenze e incontri». «E' la storia di un passato che si ricompone - ha spiegato Mariangela Giusto -. E' una storia fatta di costruzioni e ricostruzioni, di incendi e di perdite, di riscoperte e Domus di campagna del monastero di San Giovanni, l'abbazia era abitata da cinque monaci, ma ospitava anche i benedettini che lasciavano la città per motivi di salute. I lavori di Mattaleto Ieri sono stati inaugurati anche i lavori alla chiesa di Mattaleto. II primo intervento di messa in sicurezza, era servito per "fasciare» internamente ed esternamente l'edificio al fine di consentire il restauro vero e proprio. II progetto esecutivo ha visto impegnati Barbara Zilocchi, Giovanni Signani e Giuseppe Stefanini. II consolidamento extradorsale delle volte e delle catene di tenuta, la cucitura delle lesioni orizzontali e di parte di quelle verticali, il restauro dei cornicioni, il rinforzo delle guglie sono stati seguiti da un consolidamento strutturale successivo con finalità antisismiche, dal rifacimento del tetto, del solaio e dei pluviali, dal restauro del campanile. E' stata inoltre sostituita una travatura lignea della cella campanaria, sono stati restaurati gli infissi e sostituiti i vetri, riportati all'antico splendore gli intonaci e le tinteggiature settecentesche dell'interno. La messa in sicurezza è costata, alla Regione 75 mila euro; per i lavori in corso, il finanziamento è stato sempre di provenienza regionale: 270 mila euro la somma stanziata, di cui 134 mila per i lavori e i restanti per le spese tecniche e il noleggio del ponteggio che rappresenta un costo ingente. Un terzo contributo, di 570 mila euro, è stato deliberato dal Governo nel novembre 2009.