Giancarlo D'Anna replica allo sfogo di Paolo Climi,il presidente del Centro Studi Vitruviani che, all'indomani della sentenza per la restituzione a Fano della statua di Lisippo, ha protestato contro l'insensibilità degli amministratori comunali che lasciano morire senza fondi il suo centro e propongono con l'assessore Mancinelli per ospitare il Lisippo un luogo inadatto come la sala Morganti. In una lettera aperta D'Anna dice a Clini e di condividere alcuni suoi appunti. "La vicenda del Centro Vitruviano va sicuramente sanata - continua -ei suoi obiettivi seriamente rilanciati. Ma permettimi, la battaglia di restituzione del Lisippo non è una battaglia di propaganda. Non lo è, almeno, per chi ci ha sempre creduto, si è adoperato, ha denunciato, ci ha messo la faccia e ha dedicato tempo a questa battaglia. Poi come sempre più spesso avviene c'è chi, spendendo l'ultima parola, crede di seppellire il lavoro che altri hanno svolto. La città però è attenta e conosce, ha imparato a conoscere, riconoscere e valutare situazioni e persone. E' vero, la vicenda irrisolta del Teatro romano non è un bel biglietto da visita per una città che vanta la storia e le origini che ha Fano. Bene inteso non è facile chiudere questo capitolo ma i risultati ad oggi non sono assolutamente soddisfacenti. Approfittiamo dunque della vicenda Lisippo per creare e sviluppare un progetto culturale di spessore. Facciamo "comunità", tiriamo fuori idee, grinta, orgoglio e operatività. Ce n'è bisogno".
FANO - D'Anna: per Lisippo uniamo le forze.
Giancarlo D'Anna, presidente del Centro Studi Vitruviani, replica a Paolo Climi, presidente del Centro Studi Vitruviani, che ha protestato contro l'insensibilità degli amministratori comunali. D'Anna condivide alcuni appunti con Climi e afferma che la battaglia per la restituzione del Lisippo non è una battaglia di propaganda. Egli propone di creare un progetto culturale di spessore per Fano, utilizzando la vicenda del Lisippo come punto di partenza. D'Anna sostiene che la città è attenta e conosce le situazioni e le persone, e che è il momento di creare una "comunità" e tirare fuori idee e grinta per sviluppare un progetto culturale di successo.
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