FIRENZE «È un obbrobrio», «dal sublime al ridicolo», «mi vergogno di avere pagato il biglietto», «è assurdo accostare genialità e splendore a simili pseudoforme d'arte», «potevate risparmiare: era più rispettoso», «chiamate subito la nettezza a ripulire, la galleria dell'Accademia non sopporta simili schifezze». Questi commenti, a centinaia, sono scritti in diverse lingue e con le più disparate grafie nell'album dei visitatori presso l'uscita dell'Accademia. Non si era mai visto, e nessuno poteva immaginare, una tal serie di rimproveri, Veementi insulti, alla direzione del museo che onora nella sua Tribuna il David di Michelangelo. Per il capolavoro ricorre il cinquecentesimo compleanno: i mezzi di informazione hanno dato notizia della ripulitura condotta a termine non senza polemiche dopo anni di studio. H dibattito scientifico e popolare che ha accompagnato l'intervento appare oggi un modesto mormorio in confronto alla tempesta, all'uragano scatenato dalla mostra che dovrebbe coronare l'anno del David. Dalla fine di novembre infatti sono esposte a pochi metri di distanza dal capolavoro le opere di cinque artisti scelte dal critico Bruno Corà, in accordo con la direttrice del museo Franca Falletti e con il soprintendente Antonio Paolucci, per «stimolare un confronto tra creatività contemporanea e arte classica». Questa galleria macina un milione e duecentomila visitatori ogni anno, ha perfino recuperato le cifre di affluenza precedenti l'il settembre. Appare al centro dell'attenzione mondiale, tanto che la direzione ha creduto possibile aumentare il biglietto da 6,50 a 8 euro per finanziare in parte l'audace mostra. Che costa in tutto un milione e 250 mila euro, in parte spesi per artisti e organizzatori, in parte per premi, assicurazioni e via dicendo. Gli artisti esposti sono il neoespressionista tedesco George Baselitz, che accosta al David una sua enorme gamba di bronzo e legno, il greco Jannis Kounellis, che stende un labirinto di ferro e carbone, l'italiano Luciano Fabro con una installazione che lo vede raffigurato, nudo ed esibizionista, sullo sfondo del Giudizio della Cappella Sistina, l'americano minimalista Robert Morris che offre complessi video e il fotografo tedesco Thomas Struth con panoramiche vedute di musei. A disposizione dei visitatori ci sono grossi libri per i commenti, che sono centinaia di migliaia. Alcuni non resistono alla tentazione di proclamare amore per il David: «Michelangelo resisti, passerà», ma una montagna incredibile di scritte protestano contro i contemporanei: «Togliete e bruciate quella rappresentazione del Giudizio: è insultante» scrive per Fabro un visitatore. Un altro dice a Kounellis: «La sua gabbia rovina i Prigioni di Michelangelo che sono vicini». E poi: «Vergogna» è il termine ripetuto più spesso, assieme a «è uno schifo», «uno spregio all'arte». Un fiorentino si limita a scrivere «è una gran bische-rata», ma la milanese Monica Bellini parla di «bruttura, banalità, narcisismo».
Non dissacrateci il David: a Firenze proteste dei visitatori
A Firenze, la mostra "David" all'Accademia è stata oggetto di critiche e rimproveri da parte dei visitatori, che hanno scritto commenti negativi in diverse lingue. La mostra, che celebra il cinquecentesimo compleanno del capolavoro di Michelangelo, ha suscitato polemiche per aver esposto opere di artisti contemporanei a pochi metri dal David. La direzione del museo ha aumentato il biglietto per finanziare la mostra, che costa un milione e 250 mila euro. I visitatori hanno scritto commenti violenti e insultanti contro gli artisti esposti, che hanno definito la mostra "brutta", "banale" e "narcisistica".
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