Una Tac per svelare i segreti di Iside la donna venuta da unepoca lontana Non è la prima volta che la salma viene sottoposta a un test: è già accaduto nel '56 Il suo nome è Shepsestatet, una Signora della Casa di età tolemaica, fra il IV e il I secolo avanti Cristo. Ieri ha lasciato la sua dimora al Museo di Territorio Biellese a Biella - ma appartiene al Museo Egizio di Torino - per andare allospedale Molinette. Fasciata con le sue bende, la mummia è stata adagiata sul lettino della Tac nellistituto di radiologia del San Giovanni Battista diretto dalluniversitario Giovanni Gandini. Che legge le immagini in tempo reale: «Dovremo approfondire, ma Iside era senza dubbio una donna molto minuta, taglia 34-36, un bacino piccolissimo che fa pensare che non avesse avuto figli, una colonna vertebrale in buone condizioni, unaltezza non superiore a 1metro e 50 centimetri. Si vede con chiarezza che aveva avuto una frattura a tibia e perone». Questo, secondo il professore e i suoi collaboratori (Maria Cristina Martina e Federico Cesarani), il primo responso sulle caratteristiche del corpo della donna venuta da unepoca lontanissima. Un responso arrivato ieri pomeriggio con le immagini seguite in diretta da medici e giornalisti sul monitor della Tomografia computerizzata. Per la prima volta in Italia, i risultati dellanalisi e la ricostruzione 3D della mummia - che proviene dal sito di Assiut, scavato dalla Missione Archeologica Italiana diretta da Ernesto Schiaparelli nel 1908 - saranno esposti al pubblico nel Museo di Biella e lo studio sarà presentato in occasione di un convegno in programma a novembre a Torino e poi nel Congresso internazionale di Rio De Janeiro. Non è la prima volta che Shepsestatet- Iside La Nobile va alle Molinette per essere passata ai raggi. Cera già stata nel lontano 1956. Ci torna adesso, quando la tecnologia ha fatto passi da gigante. La scena di una mummia svestita nel reparto di radiologia non è poi così insolita nel terzo ospedale più importante dItalia. Sarcofagi da queste parti se ne sono già visti. Dallultima volta sono passati otto anni. Una prima volta nel 2000 e poi nel 2004, quando direttore generale era Giovanni Monchiero. Con lesame di ieri riprende la collaborazione interdisciplinare per lo studio condotto da antropologi ed egittologi, che vede coinvolti il Museo Universitario di Antropologia ed Etnografia e il dipartimento di Scienze della Vita, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo delle Antichità Egizie, con il Soprintendente Egle Micheletto e Elisa Fiore Marochetti, che ieri ha seguito le operazioni in diretta: «Da quello che sappiamo Iside la Nobile era una signora socialmente benestante - racconta - Sul sarcofago è inciso il suo nome e aveva un corredo».