Grattacielo occupato, in programma concerti e spettacoli Limmobile di Ligresti abbandanato da 15 anni Il Comune: "Intenzioni giuste ma azione sbagliata" Larte allattacco dei grattacieli. Ieri i protagonisti della scena creativa milanese hanno occupato la torre Galfa, per chiedere «un luogo per la cultura in cui tutti possano partecipare e sentirsi protagonisti». Sono i Lavoratori dellArte, il collettivo di artisti che già a dicembre aveva occupato il Pac per chiedere luoghi per la creatività a Milano. Ieri hanno preso di mira il grattacielo alle spalle della Centrale. Scopo: dare vita a Macao, «un nuovo centro per le arti, un esperimento di costruzione dal basso di uno spazio dove produrre arte e cultura». Tra gli occupanti, anche i lavoratori del teatro Valle di Roma (in autogestione dal giugno 2011), quelli del teatro Coppola di Catania, del Garibaldi di Palermo, del Sale Docks di Venezia e dellAsilo della creatività di Napoli. Tutti allinsegna della stessa frase, scritta su uno striscione di 50 metri che da ieri campeggia sulledificio: «Si potrebbe anche pensare di volare». Larte tra fili elettrici, pavimenti divelti e spazzatura. Perché la torre (che sorge tra le vie Galvani e Fara, da cui il nome Galfa) è uno scheletro di vetro e acciaio, «abbandonato da quasi 15 anni», dicono gli occupanti. Che sono danzatori, artisti, attori e creativi di tutte le età, accomunati dalla stessa condizione: la precarietà. «In Italia si investe poco sulla cultura - dice Camilla, frangetta bionda e fisico esile - abbiamo deciso di occupare per rivolgerci non alle autorità, ma alla cittadinanza: vogliamo creare uno spazio autogestito in cui realizzare laboratori, spettacoli e performance». Grattacielo occupato a oltranza, insomma. Dalle 10 di ieri, quando in 150 (nel pomeriggio sono diventati una cinquantina) sono entrati e hanno riempito il primo piano del palazzo, progettato dallarchitetto Melchiorre Bega nel 1956. Un edificio avveniristico di 31 piani per 109 metri, annoverato tra i beni culturali della Lombardia. Ma da anni in rovina: costruito per la società Sarom, fu poi acquistato dalla Bpm, che per 30 anni ne fece la sua sede centrale. Abbandonato dalla metà degli anni '90, nel 2006 è stato comprato dalla Fonsai di Ligresti, che lo ha fatto bonificare dallamianto due anni dopo. Da allora, è in attesa di ristrutturazione. «Abbiamo scelto questo luogo - spiega Andrea, un altro degli occupanti - perché simbolo di una società basata solo su economia e profitto. È per superare questo pensiero che vogliamo costruire Macao. Sarà un centro per larte, allinsegna della partecipazione dal basso». In programma ci sono concerti, spettacoli serali e dj set notturni. Unoccupazione a cui Palazzo Marino guarda con preoccupazione «per lo stato delledificio». Ieri pomeriggio lassessore alla Cultura Stefano Boeri ha fatto visita agli artisti. «Ne condivido le idee, ma non lazione - spiega Boeri - visto che si tratta di unoccupazione abusiva. A Milano ci sono molti spazi vuoti che potrebbero essere una risorsa per le imprese creative: stiamo studiando come fare. Il modello è quello di città come Londra o Berlino, dove gli edifici abbandonati, anche privati, possono essere affidati agli artisti, con la vigilanza delle amministrazioni».
MILANO - Larte irrompe nella torre Galfa "Sarà un centro per la cultura"
I lavoratori dellarte, un collettivo di artisti, hanno occupato la torre Galfa a Milano, un grattacielo abbandonato da 15 anni. Il loro obiettivo è creare un nuovo centro per le arti, Macao, un esperimento di costruzione dal basso di uno spazio dove produrre arte e cultura. Gli occupanti, che includono artisti, attori e creativi di tutte le età, hanno scelto il luogo per rivolgersi alla cittadinanza e non alle autorità. Il Comune di Milano ha espresso preoccupazione per lo stato delledificio, ma lassessore alla Cultura Stefano Boeri ha espresso appoggio alle idee degli artisti.
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