Negozianti e residenti denunciano il degrado: "Ci hanno abbandonato" "Sporcizia, acqua che manca, ruderi pericolanti. Non ne possiamo più" accusa lAcli Il salotto è pronto, tra i vicoli regnano incuria e sporcizia. A poche ore dalla sagra di San Nicola Bari Vecchia si presenta più o meno così. Tirate a lucido le zone nelle quali si concentrerà maggiormente larrivo dei baresi e dei fedeli, da piazza del Ferrarese a largo Urbano II, restano nellincuria gli archi, le corti e le stradine, quelle che non visiterà nessuno. Il tour del degrado inizia dalla Muraglia, in via Venezia. Sotto la targa che dà il nome alla zona pedonale campeggia un cartello "Vendesi". Il sole ha scolorito lannuncio ma resta una scena curiosa quasi alla Totò e Peppino che cercano di vendere la Fontana di Trevi. Poco più avanti cè uno storico muretto transennato da mesi. Sta cedendo ma nessuno sembra preoccuparsene. Continuando la passeggiata è un susseguirsi di scritte di ogni tipo con muretti, panchine, fioriere e cestini trasformati in lavagne per i vandali delle bombolette. La scalinata che conduce alla Basilica resta ancora off limits perché pericolante, ma le transenne e le impalcature non scoraggiano quelli che cercano di oltrepassarle districandosi tra un tappeto di rifiuti. Capita a due ragazze francesi che sgusciano dal corrimano pur di imboccare nuovamente la Muraglia perché da queste parti cartelli e indicazioni per i turisti non ce ne sono e avventurarsi in una strada senza uscita potrebbe essere pericoloso. Sono ritornati gli scippi. E i cattivi odori di fogna, spazzatura e urine si mescolano a quel profumo di bucato steso tra i vicoli e i balconi. Anna e Teresa in strada del Carmine stanno lavando le chianche nei pressi delle loro abitazioni. «Se non ci pensiamo noi spiegano questo pavimento diventa nero. E così vogliamo accogliere i pellegrini?». «Il degrado si tocca con mano dichiara Elena, gestore del bar Barruchelli il borgo antico è stato lentamente abbandonato. I turisti arrivano spaesati e impauriti». Più critica la situazione tra il castello Svevo e la Cattedrale. In via Corridoni e in piazza Federico II i cassonetti restano aperti ad emanare miasmi favoriti dal primo caldo. In pieno giorno una signora getta il sacchetto dellimmondizia incurante del materasso che giace tra il bidone e le auto ma soprattutto dei divieti. Da aprile i rifiuti possono essere conferiti solo dalle 18 e 30 ma i bidoni già traboccano per la felicità dei topi e i vigili urbani non si vedono. E non mancano quei banchetti improvvisati di pesce, frutta e verdura e le tante auto nonostante la Ztl, i pilomat e le telecamere che si divorano larte coprendo limmagine intera del castello, dei monumenti e dei palazzi. Il manifesto selvaggio è la regola. In strada Vallisa e in strada degli Orefici ci sono quelli che annunciano serate danzanti, concerti, eventi e spuntano anche i resti delle elezioni comunali del 2009 e delle regionali del 2010. Anche quelli per la festa patronale sono stati affissi un po a casaccio. E cadono nel vuoto le denunce dei comitati di quartiere. «Sporcizia, acqua che manca, scippi, 50 ruderi abbandonati. Non ne possiamo più» allarga le braccia il vicepresidente dellAcli Dalfino, Michele Fanelli. «E una situazione - accusa il presidente della IX Circoscrizione, Mario Ferorelli - che si trascina da anni e il Comune fa ben poco. Pensa solo ad annunci spot come la chiusura del lungomare e la pedana galleggiante. E solo fumo negli occhi senza progetti e finanziamenti«. Piccola consolazione con la pulizia del Molo SantAntonio. Da ieri lAmiu sta cancellando le centinaia di scritte che hanno deturpato una delle zone più suggestive del lungomare. Salvando quelle sul pavimento, su ordine del sindaco Michele Emiliano che vuole preservarle.