I primi ad essere arrabbiati, sempre che non recitino, sulla vicenda Palazzo Grassi sono i Ds, anche se il vice sindaco Michele Mognato minimizza e non fa trasparire il malumore diessino. «Se hanno firmato quanto riportano i giornali, il sindaco Costa se ne deve andare a casa», non lascia spazio a interpretazioni del suo pensiero Maurizio Baratello, consigliere comunale dei Ds e componente la commissione ristretta in seno alla maggioranza che ha valutato fin dall'inizio l'operazione palazzo Grassi. «I patti erano altri, n Comune doveva avere il mi-nor numero possibile di quote. Sembra non sia andata così. Adesso vogliamo conoscere il grado di indebitamento della Casinò Spa e delle sue controllate. Ha debiti per 24 milioni di euro. Indebitamento dovuto allo stadio, alla nuova viabilità, alla nuova sede. E della casa da gioco di Malta cosa ci dicono? Non è chiaro nulla. Devono venire a spiegarci queste cose prima di portare a termine qualsiasi operazione». «Un maledetto imbroglio, un lascito avvelenato di Costa alla città che costerà tantissimo alla sinistra e in particolare ai Ds», l'europarlamentare forzista Renato Brunetta, non usa mezzi termini per definire il carattere politico dell'operazione portata a termine dalla Casinò Spa e voluta dal sindaco Paolo Costa. «Un'operazione insensata che mostra come Costa sia andato contro tutto e tutti. Io do un giudizio politico ad altri spetta il resto. Attendiamo i controlli da parte dei controllori. Ricordo a chi gestisce il Casinò che saranno chiamati a rispondere delle loro azioni anche perché per me si tratta di un'operazione fuori dal quadro di legge». «Non ho motivo di dubitare che i patti saranno rispettati E cioè che quando terminerà la trattativa col privato il Comune avrà il minimo delle quote come da accordo», sottolinea il vice sindaco Michele Mognato. «Il sindaco si è impegnato su questo e sul fatto che bisogna dare continuità all'attività del palazzo e di non lasciare quella struttura vuota. E su questo la maggioranza è tutta d'accordo. Altrimenti non gli sarebbe stato consentito di portare a termine l'operazione». Intanto negli ambienti vicini al sindaco garantiscono che la trattativa con il finanziere Terrazzi continuano. O meglio continuano con la moglie Gianna perché lui si trova momentaneamente in clinica per degli accertamenti.