Ho letto questa mattina la lettera del Direttivo dell'Associazione Cultura, Sviluppo e Legalità, che il il vostro quotidiano ha pubblicato nella rubrica "Lo dico a La Sicilia", dal titolo: "Sgravi fiscali per chi denuncia richieste estortive", e sono contento che finalmente qualcuno sta cercando di spiegare meglio in cosa consisterà questa zona franca: "... I cinque anni di sgravi fiscali contenuti nella Legge Regionale sono rivolti a favore degli imprenditori che denunciano richieste estortive o richieste provenienti dalla criminalità organizzata, tendenti a modificare il normale svolgimento dell'atttività economica, cui sia seguita una richiesta di rinvio a giudizio. Essi saranno dovuti sulla base delle dichiarazioni presentate, e contributivi connessi all'attività d'impresa, e riguarderanno imposte sui redditi, contributi previdenziali, e l'imposta comunale sugli immobili. Se ci sarà una bocciatura in tema di aiuti di Stato per violazione del Trattato istitutivo della Comunità Europea si applicherà nei limiti stabiliti il regime de minimis." Quindi, se il Direttivo dell'Associazione Cultura, Sviluppo e Legalità è stato esaustivo, ed è ben informato sulla legge, ed io ho compreso bene, sostanzialmente nessun incentivo è previsto a nuovi investimenti, a nuove imprese, ma agevolazioni soltanto a chi come imprenditore è stato purtroppo taglieggiato o colpito dalla malavita. Nessuna occasione di sviluppo, se non un'attività di aiuto e sostegno a chi denuncia le estorsioni. Gli imprenditori del nord o anche di altre zone della Sicilia, che in tanti (Confindustria, Consorzio Asi, sindacati, partiti politici, associazioni, ecc.) in questi giorni auspicano potranno venire a investire nel nostro territorio, grazie alla Zona Franca, o all'appetibilità delle aree industriali con la nuova gestione commissariale del Consorzio dell'Area Industruiale A.S.I. di Caltanissetta e del futuro IRSAP, prima di tutto dovranno investire per insediare le loro attività nel nostro territorio, poi avere la fortuna di essere taglieggiati o avere richieste estortive dalla mafia e dalla malavita, e denunciando tali reati, e dopo che i loro taglieggiatori saranno rinviati a giudizio, potranno finalmente avere le agevolazioni fiscali e contributive che gli permetteranno di assumere tanti nisseni disoccupati. Mi sembra una ricetta fantastica per la soluzione dei gravi problemi economici e sociali del nostro territorio. Penso che ci abbiano proprio preso per ignoranti, cretini e creduloni!!! Io penso che la rinascita del nostro territorio debba passare dal ripensamento del modello di sviluppo economico che sino ad oggi ha imperato in provincia di Caltanissetta, facendo tesoro della storia recente, costellata dai sogni infranti della chimica e del petrolio a Gela, i cui risultati stiamo vedendo in queste settimane con lo stop dell'Eni per un anno e la cassa integrazione per oltre 700 dipendenti compresi gli operai dell'indotto, dalla nascita, crisi e spesso chiusura veloce di grandi imprese supportate dagli strumenti di finanza agevolata (legge 488, patti territoriali, contratti d'area), che hanno illuso territori, giovani e famiglie come a Riesi con le maglierie, o a Butera con la Zappalà. o a Caltanissetta con l'Agem e l'Admiral, e puntare sulle vere risorse del nostro territorio: agricoltura, artigianato, turismo culturale legato all'ambiente, alla storia, all'archeologia, alle tradizioni, con la promozione e il sostegno delle aziende esistenti, e la nascita di nuove micro e piccole imprese che agiscano in rete tra loro. Ma questo processo di rinascita si potrà avere soltanto se si avvierà un nuovo percorso di partecipazione vera e democratica tra tutti gli attori del territorio, e non solo di alcune componenti che pensano di dettare legge e avere da soli la ricetta e il diritto di determinare il futuro di questa provincia e dei suoi abitanti. Pasquale Tornatore «I bandi di gara sono veri "bollettini di guerra"» Non è facile essere imprenditori oggi, c'è disagio, incertezza, sfiducia nel futuro sono ancora più difficili da affrontare se si è vessati e lasciati completamente soli. E' con questa triste consapevolezza che tutta la categoria ed il movimento spontaneo costituito da piccoli e medi imprenditori Siciliani, che il 26 maggio 2012, alle ore 10,00, presso il Teatro Bauffremont di Caltanissetta, salita Matteotti n10, organizza la conferenza sul tema "Essere imprenditori oggi in Sicilia" alla quale auspichiamo la partecipazione di tanti colleghi. Obiettivo dell'incontro è, aprire un momento di confronto e approfondimento sulle problematiche che affliggono il sistema imprenditoriale della piccola e media impresa in Sicilia (Politiche finanziarie, accessi al credito, metodi di aggiudicazione, lentezza dell'apparato burocratico, politiche sul lavoro, etc) mettendo a grande rischio la sopravvivenza dell'intera categoria, che per anni ha rappresentato il volano del paese. L'imprenditore, infatti, dovrebbe essere una delle principali risorse dello Stato, e come tale dovrebbe essere fermamente tutelato e protetto perché, così facendo si tutela e si protegge lo Stato stesso. Oggi, nel pieno di una crisi finanziaria Internazionale, non solo non esiste alcun tipo di tutela effettiva, ma l'Imprenditore, soprattutto chi opera nel settore lavori pubblici, per molti rappresentanti dello Stato, è per definizione, ladro, corrotto, sfruttatore, evasore da combattere ed intralciare con ogni mezzo. A convalida di queste affermazioni basti guardare un bando di gara, metaforicamente comparabile ad un "bollettino di guerra", per non parlare dei sistemi previsti di aggiudicazione, che oscillano in due precise direzioni opposte fra loro, da quelli che obbligano l'impresa ad applicare ribassi eccessivamente alti esasperando "il principio di libera concorrenza", a quelli che, invece, vedono l'applicazione di metodi di opinabile discrezionalità quali, la procedura ristretta, l'offerta economicamente più vantaggiosa, le cui condizioni più che convenienti sono dettate da valutazioni soggettive ed insindacabili, di costosi esperti e consulenti, alle quali non è possibile, neanche il ricorso ad opposizioni giuridiche. A ciò si aggiunge il pacchetto normativo delle semplificazioni, una giungla, che si traduce, spesso, al contrario, in una complicazione degli iter procedurali. Alla fine le vicende degli ultimi giorni con i continui suicidi, quali manifestazioni estreme di dissenso al sistema, sottolinea la solitudine e disperazione della categoria quindi risulta importantissimo unirsi al di la delle singole posizioni e combattere senza nessuna preclusione la sopravvivenza della categoria, altrimenti le generazioni future ci ricorderanno per non aver aiutato il nostro paese a diventare realmente moderno e a far vincere il più forte a dispetto del più debole. In questo clima di silenzio della nostra classe Politica che continua giorno dopo giorno a creare disinteresse e disperazione sia dal punto di vista economico e morale con la chiusura giornaliera di diverse imprese. Riteniamo, a questo punto, necessario far sentire la nostra voce, avendo il coraggio di cambiare. Antonio Bonifacio Movimento Spontaneo di tutte le Province Siciliane e Calabresi 06052012
La Sicilia
6 Maggio 2012
SICILIA -Puntare sulle risorse del territorio per rinascere
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