LArcheologico amplia la sua raccolta con il prestito di antichi reperti Si tratta di 35 vasi, anforette, ciotole e vassoi che datano dal IV millennio avanti Cristo Il museo Archeologico arricchisce la sua collezione egiziana con 35 pezzi di proprietà del Rijksmuseum von Oudheden di Leida, in Olanda, che da ieri e per i prossimi quattro anni permetteranno al civico bolognese di ripercorrere la storia egizia in modo più completo. Sono piccoli vasi, anforette, vassoi, ciotole che risalgono dal IV al III millennio avanti Cristo. Un prestito, questo, non casuale, ma felice risultato di una convenzione quinquennale sottoscritta dai due musei allinizio dello scorso anno per facilitare lo scambio reciproco di materiali archeologici, nellidea di una crescente condivisione di progetti di ricerca e reperti antichi. I due musei possiedono infatti due collezioni egiziane considerate "gemelle", che conservano rilievi e sculture provenienti dalla stessa area della necropoli di Saqqara, antica città di Menfi. Insieme alla convenzione, era stato inaugurato il progetto "Horemheb Saqqara", destinato alla duplicazione di cinque rilievi bolognesi provenienti dalle tombe menfite del generale Horemheb e dello "stuart regale" Ptahemwia. Le copie sono destinate a completare un restauro integrativo delle due sepolture della XVIII dinastia che, insieme a molte altre, sono state scoperte da unattività di scavo olandese, e appartengono al museo di Leida. Ora, però, la collaborazione italo-olandese si rinnova, e vede protagonista assoluta Bologna: la collezione egizia si allarga, appunto, grazie al prestito di 35 oggetti databili tra il 3900 e il 2890 avanti Cristo (periodo che racchiude la fase Medio Predinastica e arriva fino alla prima dinastia dellantico Egitto): lArcheologico manca quasi totalmente di testimonianze così arcaiche. Non solo, le diverse forme e decorazioni di questi manufatti documentano il procedere di un tempo antico e levoluzione della mentalità e delle caratteristiche del popolo egizio. «Raramente - spiega Paola Giovetti, direttrice dellArcheologico - un museo straniero concede un prestito tanto lungo», segno di apprezzamento, da parte della città di Leida, della linea dazione del museo bolognese in termini di tutela, conservazione e gestione dei beni archeologici. E questo rapporto di condivisione si alimenta di un obiettivo comune, quello di completare reciprocamente le collezioni e scrivere a più mani un progetto e una storia culturale.