Distrazione della politica vero il mondo della cultura e invece sua valorizzazione anche per uscire dalla crisi. Questi i temi principali emersi ieri mattina al Quirinale dove sono stati presentati ieri, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, le cinquine dei Premi David di Donatello 2012 la cui premiazione sarà stasera all'Auditorium di Via della Conciliazione di Roma. Per Napolitano una cosa è certa. C'è stata e c'è distanza tra il mondo della politica e quello della cultura e del cinema in particolare. «Ci sono stato anche io per lungo tempo nella politica e mi prendo la mia quota di critiche. Ma ci sono stati periodi in cui la politica è stata meno distratta verso il cinema e meno povera culturalmente. C'è una grande esigenza di recupero di una dimensione culturale, morale e ideale del cinema. E il cinema si è detto sicuro il presidente può contribuire a ridare fiducia e a riguadagnare la fiducia degli altri» nel nostro paese. In un parterre pieno di star del grande schermo, da Nanni Moretti ai fratelli Taviani, da Emanuele Crialese a Liliana Cavani, è intervenuto per il governo il sottosegretario Roberto Cecchi (il ministro Lorenzo Ornaghi era con il Papa in una visita all'Università Cattolica di Roma). «Questa ha detto Cecchi è un'occasione preziosa per fare bilancio su passato e futuro dell'industria cinema. Va bene per il nostro cinema che conquista una quota del 40 del mercato, la più alta in Europa dopo quello francese. E abbiamo anche prodotto nel 2011, 155 film rispetto ai 142 del 2010. Ma ha aggiunto il sottosegretario ci sono anche le criticità c'è stata una contrazione del mercato da 734 milioni del 2010 si è passati ai 661 del 2011 e, per quanto riguarda il numero di spettatori si è passati da 109 milioni del 2010 ai 101 del 2011». Da parte di Liliana Cavavi, che riceverà stasera un David Speciale 2012, invece un appello a Napolitano: «C'è poco orgoglio nazionale per il nostro cinema dice la regista -. In questo momento in cui le aziende tv e di cinema stanno tagliando gli investimenti con le relative tragiche conseguenze speriamo che Napolitano possa far comprendere alla politica il valore strategico del cinema». Intanto oggi si sapranno i vincitori. Sedici candidature ai David di Donatello sono andate al film più politico di tutti, quel "Romanzo di una strage" di Marco Tullio Giordana che mette in campo una pagina oscura della storia italiana come la strage di piazza Fontana. A sfidare Giordana soprattutto due film: "Habemus Papam" di Nanni Moretti con 15 candidature e "This Must be the Place" di Paolo Sorrentino con 14. Per questi tre film, ovviamente, le candidature principali (miglior film e regia) che vanno anche all'Orso d'oro di Berlino "Cesare deve morire" dei fratelli Taviani (8 candidature) e a "Terraferma" di Emanuele Crialese (già indicato come nostro rappresentante agli Oscar e Premio della Giuria al Festival di Venezia, che conquista solo tre nomination).